sabato, 21 aprile 2018

Law da Sorrentino alla Festa

Law da Sorrentino alla Festa

Roma, 17 ottobre (Fr. Palm.) – “Ammiro da sempre Paolo Sorrentino. Dopo aver visto La grande bellezza ho detto che avrei voluto lavorare con lui e quando mi è arrivata la sceneggiatura del suo nuovo progetto non potevo non cogliere l’occasione”: queste le parole di stima che Jude Law, il protagonista di oggi degli Incontri ravvicinati con il pubblico della Festa di Roma, ha dedicato al regista italiano che lo ha diretto nella serie tv The young Pope, co-prodotta da Sky, HBO e Canal Plus.

“Sono qui nella capitale da agosto, lavorando nel centro della città”, dice Law, che non può svelare null’altro ma strappa una risposta alla domanda del direttore artistico Antonio Mondo sulla difficoltà principale dell’interpretare un Papa: “Senza dubbio è stare seduto su un trespolo facendo attenzione a non sgualcire il vestito di scena – dice – E dato che ho paura di farlo, trascorro 14 ore al giorno senza sedermi mai e vi assicuro, è molto faticoso”.

Per saperne di più c’è da attendere, ma l’attore era alla Festa per ripercorrere alcune tappe della sua carriera commentando scene tratte dai suoi film. Sette per la precisione, iniziando da A. I. Intelligenza artificiale di Steven Spielberg: “Mi ha sorpreso la sua disponibilità a collaborare – afferma Law – Immaginavo di essere un piccolo ingranaggio di una grande macchina ma invece mi ha lasciato spazio, abbiamo pensato insieme al look del personaggio e abbiamo creato un rapporto stretto”.

Lo stesso che è nato anche con Antony Minghella, con cui ha lavorato ne Il talento di Mr Ripley e Ritorno a Cold Mountain, per i quali è stato candidato all’Oscar: “Sono passati tanti anni da allora, vedo i film solo quando escono e poi mai più – dichiara l’attore – Da giovane recitavo a istinto, usando le sensazioni più che seguire le indicazioni del regista. Ora invece sono arrivato a capire che questo mestiere ti dà l’opportunità di imparare tante cose diverse di te stesso, è un viaggio di apprendimento”.

Law ha spaziato molto nel suo percorso professionale, passando da commedie a drammi e a film in costume. In Sherlock Holmes e Wilde ha interpretato rispettivamente un personaggio positivo e uno negativo. Cosa è più divertente fare? “Non si può giudicare, per me conta trovare l’equilibrio indagando personaggi oscuri. Mi reputo fortunatissimo non solo perchè faccio questo mestiere ma anche perché mi sono sempre divertito in tutti i film”.

Sullo schermo alle sue spalle, scorrono anche le immagini di Sleuth, in cui ha “duettato” con Michael Caine, di Era mio padre di Sam Mendes, di Gattaca di Andrew Niccol, di Anna Karenina  di Joe Wright, di Closer di Mike Nichols e di The Grand Budapest hotel di Wes Anderson. Inoltre, l’attore ha scelto di mostrare al pubblico una sequenza di una pellicola da lui molto amata, La morte corre sul fiume di Charles Laughton.

Leggi anche