domenica, 28 novembre 2021

L’arminuta, ritrovarsi a 13 anni fra due mondi

L’arminuta, ritrovarsi a 13 anni fra due mondi

Roma, 15 ottobre – L’Arminuta “affronta una delle paure più profonde di ogni individuo, quella di perdere le persone dalle quali dipende la propria felicità ed è anche il racconto del contrasto tra il destino e la volontà dell’essere umano”. Lo dice Giuseppe Bonito, parlando del suo film, tratto dall’omonimo libro di Donatella Di Pietrantonio (Einaudi) vincitore del Premio Campiello 2017, che debutta in selezione ufficiale alla Festa del Cinema di Roma, ed esce il 21 ottobre in sala con Lucky Red
La storia, interpretata fra gli altri da Sofia Fiore, Carlotta De Leonardis, Vanessa Scalera, Fabrizio Ferracane, Elena Lietti, Andrea Fuorto, e prodotta da Maro Film, Baires Produzioni, Kaf con Rai Cinema, ha al centro una ragazzina di tredici anni che viene ‘restituita’ alla famiglia cui non sapeva di appartenere. All’improvviso perde tutto della sua vita precedente: una casa confortevole e l’affetto esclusivo riservato a chi è figlio unico e si ritrova in un mondo estraneo appena sfiorato dal progresso e a dover condividere lo spazio di una casa piccola e buia con altri cinque fratelli. Passa così da un mondo moderno e ricco ad una realtà rurale e ancora arcaica. Uno straniamento in cui l’Arminuta, ossia la ritornata, dovrà attraversare il senso di abbandono per arrivare a scoprire quello di appartenenza.

“Il film, così come il romanzo, racconta un anno di vita di questa ragazzina alle soglie dell’adolescenza, un periodo che segnerà la sua vita per sempre, in cui sperimenterà il dolore e la durezza ma anche l’amore, la dolcezza e la bellezza a tratti feroce che la vita riserva – aggiunge Bonito -. Mi piacerebbe che la narrazione restituisse soprattutto due cose: da un lato lo sguardo de l’Arminuta, che è testimone suo malgrado, e dall’altro il magma incandescente dei sentimenti laceranti che questa storia contiene”.

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