martedì, 16 ottobre 2018

Landis e il suo lupo mannaro

Landis e il suo lupo mannaro

Venezia, 4 settembre – E’ nato da un funerale in Jugoslavia, uno dei cult di john Landis, Un Lupo mannaro americano a Londra, presentato alla Mostra del cinema di Venezia in versione restaurata. A raccontare l’aneddoto è stato il regista in una trascinante conferenza stampa: ”mi è venuta nel 1970, mentre lavoravo in Jugoslavia al suono di ‘Kelly’s heroes’ (commedia di Brian G. Hutton uscita da noi con il titolo I guerrieri). Avevo 18 anni ed ero in auto con il mio assistente trentenne, Sasha. All’improvviso lui s’era fermato perché c’era la strada bloccata da un funerale. Cento persone stavano seppellendo in un buco scavato all’incrocio, un uomo in un sudario, con al collo delle collane d’aglio. Ho pensato a quanto fosse bizzarro, eravamo appena arrivati sulla luna e là pensavano al pericolo degli zombie. Ho voluto scrivere di queste paure e ho scelto un lupo mannaro perché è una figura che troviamo in molte culture”. Qual’è il segreto del suo tono, che unisce horror e commedia? ”Non lo so – dice sorridendo -. Dipende tutto da come presenti la storia. Ad esempio se mostri scene terribili, come un cucciolo preso a martellate è facile orripilare, la cosa difficile e far provare al pubblico un legame emotivo con i personaggi”. Il regista non considera la valanga di remake prodotti a Hollywood, ”un sacrilegio, remake e sequel si sono sempre fatti. Oggi forse agli studios manca il coraggio, un sequel è un’operazione di marketing, ma alla fine quello che conta è se il film sia bello o no”. Non teme arrivino anche remake di suoi film, ”ho però un po’ di senso di colpa legato a Animal house. Molti hanno provato a rifarlo e sono venute fuori cose orrende, è diventato quasi un genere”.
Il motivo perché lui dal 1998 al 2010 non avesse più diretto film, sono tanti: ”A Hollywood ti giudicano su quanto sia andato bene il tuo ultimo lavoro, ci sono state idee per cui non ho trovato fondi e a volte ho detto no perché non avrei avuto il controllo sul film. Il paradosso, è che con i nuovi mezzi è molto più facile realizzare un film, ma resta difficilissimo trovare una distribuzione. Oggi poi sempre meno gente va al cinema, molti guardano i film sui telefoni, io non potrei mai sarebbe come strangolarmi”’. Ora ”ho un nuovo progetto ma è troppo presto parlarne ed ho realizzato qualcosa di molto speciale con le nuove tecnologie, che arriverà nel 2017”. Arriva anche una stoccata a Trump: ”E’ inutile scherzare su di lui, è una barzelletta vivente, come Berlusconi, ce l’avete presente?”.

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