lunedì, 5 dicembre 2016

L’amore rubato alle donne

L’amore rubato alle donne

Roma, 24 novembre (Fr. Palm.) – Anche il cinema grida forte il NO alla violenza contro le donne: il 29 e 30 novembre, Microcinema porta in sala L’amore rubato di Irish Braschi, che intreccia cinque storie ispirate a reali fatti che purtroppo quasi quotidianamente riempiono le pagine della cronaca.

Il regista, che è partito dall’omonimo romanzo di Dacia Maraini e ha firmato la sceneggiatura con Giorgia Cecere, ha diretto, tra gli altri, Elena Sofia Ricci, Stefania Rocca, Gabriella Pession, Francesco Montanari, Alessandro Preziosi, Emidio Solfrizzi, Antonello Fassari, Massimo Poggio, Antonio Catania, Daniela Poggi e Cecilia Dazzi.

Sullo schermo, il dolore, la rabbia, la frustrazione e la paura di alcune donne di diversa età ed estrazione sociale: una signora borghese, sposata con un uomo che ha iniziato ad alzare le mani, una ragazza che subisce uno strupro sul luogo di lavoro, una 30enne che si annulla per amore e non riesce a staccarsi da una relazione morbosa, fino all’epilogo tragico, una 15enne che cade vittime di un piccolo branco composto da compagni di scuola e una 50enne single che incontra un uomo possessivo e geloso, fino a perdere il controllo.

Secondo i dati Istat del 2015, in Italia 6 milioni e 788 mila donne hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Come sottolinea Maite Bulgari, che ha prodotto il film insieme a Rai Cinema, “I numeri sono spaventosi. Inoltre, cresce il numero dei bambini che assiste a questi fenomeni, ma per fortuna oggi si parla di più dell’argomento e con meno senso di vergogna”.

Dacia Maraini definisce il tema “bruciante”, che impressiona ancora di più se si pensa che “questa ferita viene fatta in paesi avanzati e civilizzati, come il nostro. Il mio libro è nato con l’idea di lanciare delle campagne di sensibilizzazione e mostra la violenza dall’interno. Ho ascoltato tante storie agghiaccianti, ma più che raccontare l’aspetto più ‘nero’, ho spinto sui sentimenti e sull’approccio psicologico”. La scrittice non crede “alla violenza di genere. Si tratta di un fatto storico, di un rigurgito arcaico. Quando gli uomini identificano la loro virilità con il possesso, avviene il finimondo e da padri di famiglia e mariti diventano carnefici”.

Braschi spiega la genesi del progetto: “Tutto è cominciato da un viaggio in aereo, fatto con Dacia in occasione della presentazione del mio docufilm Io sono nata viaggiando, a lei dedicato. Dopo quella bella esperienza, abbiamo deciso di continuare questo percorso di confronto creativo, realizzando un film dal suo libro. Si tratta di un progetto particolare, che attinge alla realtà, per stimolare alla ribellione. Se abbiamo spinto almeno una donna ad opporsi, abbiamo fatto il nostro dovere”.

Tra le protagoniste, per Elena Sofia Ricci “è importante lavorare sulla prevenzione e sull’ educazione sentimentale dei bambini, insegnando anche l’autostima alle bambine”. Gabriella Pession, invece, ricorda come “con la violenza psicologica si faccia ugualmente del male. Il mio personaggio si toglie ogni tassello di dignità, pensando così di farsi amare. E’ come essere stordite, quando avviene la manipolazione la persona non capisce più cosa sta veramente accadendo e diventa un burattino nelle mani del carnefice. Per questo, bisogna riconoscere, in tempo, quando si vive un rapporto malato”.

Stefania Rocca interpreta una moglie “che sembra avere, dall’esterno, una famiglia perfetta, ma aprendo le mura si scopre che non è così. Questa è una situazione comune, tante donne arrivano da questo tipo di realtà, accolte, dopo aver trovato il coraggio di scappare, dalle associazioni che le proteggono”.

Tra le voci maschili, per Alessandro Preziosi, “proprio dentro casa spesso non capiamo le ragioni dell’altro e la guerra verbale è l’anticamera di un istinto che si trasforma poi in violenza. Assistiamo al profondo fallimento dell’amore, che diventa una competizione schiacciante rispetto all’universo femminile”.

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