mercoledì, 23 agosto 2017

L’amore oltre il conflitto

L’amore oltre il conflitto

Roma, 19 aprile (Fr. Palm.) – Tre storie e un unico odio, che (s)corre nel tempo e sfida l’amore: Sole alto di Dalibor Matanic le racconta attraverso i volti di Tihana Lazovic e Goran Markovi, che sullo schermo interpretano un ragazzo croato e una ragazza serba, protagonisti di capitoli diversi sullo sfondo dei conflitti etnici nella ex Jugoslavia.

Il film, che lo scorso anno ha conquistato Cannes vincendo il Premio della Giuria nella sezione “Un Certain Regard”, arriva in sala dal 28 aprile con la Tucker.

Le tre storie sono ambientate nel 1991, quando esplose la guerra, nel 2001, tra i postumi e le cicatrici, e nel 2011, nella difficile e delicata rinascita. Le azioni si svolgono tutte negli stessi luoghi, in due villaggi balcanici, scenario del sentimento tra due giovani, ostacolato da divisioni e dolore. Ma c’è posto per la speranza? La luce del sole che batte su quella terra dilaniata riuscirà a vincere?

“Si tratta di una versione moderna di Romeo e Giulietta – dice Tihana Lazovic, in trasferta italiana – Il regista ha iniziato la sceneggiatura 10 anni fa e a film finito aveva paura che non fosse attuale. Ma purtroppo lo è ancora e molte opere recenti parlano di questo argomento. Il messaggio è che la storia si ripete”.

L’idea iniziale, aggiunge, venne a Matanic dopo una frase di sua nonna: “Gli disse che avrebbe potuto sposare chiunque, tranne una donna serba. C’è sempre stato questo odio forte, le ferite restano nel passato ma ancora oggi la situazione non è risolta, non solo in Croazia, ma in tutto il mondo. Siamo dentro la Terza guerra mondiale, anche se combattuta in un’altra forma. Non importa se si è bianchi, neri, serbi o croati, riguarda tutti”.

L’attrice sottolinea poi che soprattutto i giovani non riescono a mettere da parte l’ostilità: “Sono pieni di sentimenti negativi, a differenza dei genitori che cercano di continuare a vivere. Il film non ha addolcito la realtà, anzi, al presente la situazione è anche peggiore. Si dovrebbe smettere di odiare, cercando più amore”.

E come è stato il lavoro sui personaggi? “Abbiamo puntato molto sulla loro energia, anche improvvisando , senza un copione rigido – spiega la Lazovic – Si è creata una bella atmosfera sul set, abbiamo guardato film, ascoltato musica insieme e preso ispirazione dalla natura”.

A tal proposito, importante è il rapporto con l’acqua, che torna spesso nelle immagini: “È un elemento simbolico forte in ognuna delle tre storie – conclude – Rappresenta la purificazione, aiuta a liberarsi dal rancore. E sono presenti anche vari animali, perchè sono simili ai protagonisti, istintivi come loro”.

 

 

 

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