venerdì, 23 giugno 2017

Croci e la verità sull’amore

Croci e la verità sull’amore

Roma, 17 marzo (Fr. Palm.) – Cosa accade ad una donna che dopo 7 anni di relazione viene lasciata dal compagno e si ritrova da sola a rimettere insieme i cocci e ad occuparsi dei due figli piccoli? Ce lo racconta Dora, che ha il volto di Ambra Angiolini, parlando al pubblico attraverso la macchina da presa di Max Croci, che torna al cinema con La verità, vi spiego, sull’amore, in sala dal 30 marzo con Notorious.

Prima ancora del film, la storia di Dora e Davide (Massimo Poggio), una coppia che è passata dal forte sentimento alla rottura, è stata raccontata da Enrica Tesio in un libro, uscito con Mondadori. L’autrice – che ha collaborato insieme a Federico Sperindei e Corrado Trioni alla sceneggiatura della pellicola, interpretata anche da Carolina Crescentini, Edoardo Pesce, Giuliana De Sio e Pia Engleberth – ha vissuto personalmente quest’esperienza, condivisa anche con il popolo della rete nel suo blog “Tiasmo”.

Dora, senza più il suo uomo accanto, che si è trasferito in un’altra città, è completamente assorbita dalla routine: si divide a fatica tra lavoro e bambini, incapace di voltare pagina e di elaborare il lutto sentimentale. La sua migliore amica prova a spronarla e per farle avere anche un po’ di tempo libero per se stessa, le “affida” il suo nuovo fidanzato, un bizzarro ma sensibile bidello con la passione per la poesia, come baby sitter per i figli. Dora cerca, dunque, di reagire e di rimettersi in pista… ci riuscirà? E proseguirà il suo cammino per conto suo o riconquistando Davide?

“Il film, come si evince dal titolo, parla d’amore – afferma Croci – La parola ‘amore’ è una delle più usate al mondo, ma troppo spesso detta in modo superficiale e con leggerezza. Il film non vuole essere un tutorial su come amare o essere amati, ma la semplice messa in scena di quanto è avvenuto alla protagonista, che vive un dramma che si consuma sotto ai nostri occhi ogni giorno, qui mostrato in chiave di commedia. Il punto di vista di Dora è ironico”.

Non si tratta, prosegue il regista, “della cronaca di un disamore espressa con il cuore lacerato, ma una presa di coscienza dove la sofferenza viene combattuta con la grinta e il cinismo di una donna che non cede. Dora è la voce narrante della storia e si rivolgerà direttamente allo spettatore, come se aprisse una parentesi spazio-temporale e ci si infilasse, per chiedere la complicità del pubblico. Parlando di temi che ogni coppia contemporanea affronta: la famiglia, il dolore della separazione, l’enigma di come dirlo ai figli, l’educazione degli stessi figli e l’importanza degli affetti”.

La commedia, per la cifra stilistica, si ispira ai film classici americani, riprendendone alcune caratteristiche: “La scelta di avere dei personaggi benestanti, un po’ up-class,è doverosa per questo tipo di commedia – spiega Croci – Le mamme ricche sono più buffe e divertenti delle altre e consentono di ironizzare maggiormente. E’ normale, quindi, avere un trattamento più alto del normale, con interni tutt’altro che sciatti, costumi adeguati e una fotografia un po’ patinata. Abbiamo rispolverato il glamour senza farlo diventare eccessivo”.

Secondo il regista, “Il film non rivoluzionerà la vita ma darà modo di pensare più a fondo sul rapporto di coppia e sull’evoluzione di una relazione, sul fatto che nessuno dei due amati ha delle colpe, ma a volte l’amore viene e poi se ne va”. E’ la vita, per dirla con il titolo di un film di Blake Edwards: “That’s life, era quel titolo – conclude Croci – E a noi piace l’idea di raccontare questa fetta di vita, così”.

 

 

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