sabato, 21 settembre 2019

La storia di Pippa Bacca, fra arte, utopia e tragedia

La storia di Pippa Bacca, fra arte, utopia e tragedia

Roma, 26 agosto -Abito bianco/per andare a nozze con la tua morte/e con quella di noi tutti”: con questi versi inizia la poesia che Alda Merini scrisse per Pippa Bacca, l’artista- performer violentata e uccisa in Turchia nel 2008 durante la performance Spose in Viaggio – Brides On Tour. Sono innamorato di Pippa Bacca, il documentario diretto da Simone Manetti che racconta la storia di questa straordinaria artista viaggiatrice prima dell’incontro fatale con il suo assassino, arriva il 27 agosto alle 22.00 solo su Crime+Investigation (in esclusiva su Sky al canale 119).

Giuseppina Pasqualino di Marineo, in arte Pippa Bacca, nipote dell’artista Piero Manzoni, era cresciuta a Milano in una famiglia anticonformista. Lavorava in un call center per finanziare i suoi progetti artistici ed il suo colore preferito era il verde. Raccoglieva e ritagliava qualsiasi cosa le capitasse a tiro, foglie, carta, plastica, sagome di organi sessuali maschili e femminili, sempre in bilico tra gioco e serietà. Aveva un’estrema fiducia nelle persone e per questo viaggiava in autostop. Viaggiare per lei era una scelta di vita nonché la metafora della vita stessa. Il viaggio in autostop era per lei relazionarsi con la popolazione locale e fidarsi degli altri credendo nella naturale predisposizione degli uomini al bene.

Insieme all’artista Silvia Moro, Pippa Bacca parte l’8 marzo del 2008 da Milano per mettere in scena una performance nel segno della pace. Due donne, due artiste vestite da sposa. Un viaggio in autostop, simbolo di condivisione, scambio e apertura attraverso i paesi sconvolti dalle guerre e dalla povertà: dall’ex Jugoslavia alla Bulgaria, dalla Turchia alla Siria, dal Libano all’Egitto, dalla Giordania alla Cisgiordania e Israele. 6000 km da percorrere per celebrare il matrimonio tra i popoli e dimostrare che dando fiducia al prossimo si riceve solo bene. Tappa finale: Gerusalemme, dove le due spose avrebbero concluso l’impresa con una performance che le avrebbe viste lavare i loro abiti per eliminare simbolicamente le scorie della guerra.

In ogni luogo tappa Pippa e Silvia conoscono persone comuni, artiste, sono ospiti di associazioni e realizzano le loro performance in gallerie d’arte o altri luoghi dove l’arte costituisce una forma di comunicazione e unione. Un progetto complesso, con le protagoniste in scena 24 ore su 24, nei loro abiti nuziali. Non solo. Pippa riserva alle ostetriche il rito della lavanda dei piedi, asciugandoli con la mantellina dell’abito nuziale, in un rituale di omaggio e gratitudine poiché aiutano con il loro quotidiano lavoro la nascita e la vita anche in mezzo all’orrore. Silvia incontra comunità di donne che lasciano una traccia ricamata della propria cultura sul suo abito trasformato in terreno di dialogo e opera collettiva

In Turchia Pippa e Silvia si separano temporaneamente. Avrebbero dovuto riunirsi a Beirut, purtroppo questa separazione si interrompe violentemente a Gebze dove Pippa viene violentata e uccisa il 31 marzo del 2008 all’età di trentatré anni.

Proponendo materiale d’archivio inedito di Pippa e interviste alla madre e alle sorelle nonché al compagno e alla compagna di performance, Silvia Moro, il documentario ricostruisce l’arte e la vita di Pippa Bacca e il suo ultimo viaggio, potente messaggio di pace, che fu interrotto in modo straziante e tragico.

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