giovedì, 9 luglio 2020

La nuova Cinecittà

La nuova Cinecittà

Venezia, 4 settembre (Fr. Pierl.) – Quando è arrivato a Cinecittà, il ministro dei beni e le Attività Culturali Dario Franceschini, aveva sotto “il ministero due volte a settimana la protesta lavoratori degli studios. Probabilmente non ha mai funzionato quel misto di pubblico e privato e lo dico senza voler dare colpe a nessuno. Ora si parte con questo nuovo progetto, che non esclude comunque partnership con i privati”. Lo ha detto il ministro dei Beni e le attività culturali Dario Franceschini nell’incontro al Lido per gli 80 anni di Cinecittà durante il quale sono state annunciate le linee del programma della nuova gestione interamente pubblica

“Tutti sappiamo “cosa è stata Cinecittà nel mondo – aggiunge – è importante la conservazione del patrimonio ma lo è anche investire in una grande sfida per il futuro, puntando sui giovani talenti e l’internazionalizzazione. E’ una sfida che possiamo vincere”

La nuova Cinecittà “vuole essere un centro creativo e multitasking, con nuovo Museo italiano audiovisivo e cinema museo del cinema (Miac), che comprenderà anche un work in progress continuo su mestieri del cinema”. Lo dice l’ad e presidente di Cinecittà Luce Roberto Cicutto, nell’incontro al Lido per gli 80 anni di Cinecittà durante il quale sono state annunciate le linee del programma della nuova gestione interamente pubblica.
Nel rilancio di Cinecittà “non ci sarà solo su l’investimento per i teatri di posa, ma anche politiche di prezzi speciali per le opere prime e seconde e i film difficili, così da consentire anche ai giovani di girare negli studi. Nel backlot faremo la sperimentazione per le nuove tecnologie di riprese e gli effetti speciali. Riapriremo i laboratori di sviluppo e stampa dove faremo dei restauri partendo da negativi. Ci saranno due anni di cantiere, un periodo non di perdita ma di investimenti, e dovremmo arrivare al break even nel terzo anno”.

Gli studi, sottolinea Enrico Bufalini, Direttore Cinema e Documentaristica di Luce Cinecittà, punteranno anche sulla produzione e allestimento di scenografie e sulle produzioni esecutive, per attirare gli stranieri. E in linea con la legge cinema che prevede fondi anche per i video giochi, creeremo il laboratorio di realtà aumentata e contiamo di portare negli studi il festival del videogioco”. Per attrarre le produzioni internazionali però ”gli spazi attuali, 20 studi più i backlot, non bastano. Verranno quindi realizzati nei prossimi 18 mesi due nuovi grandi teatri di 2000 metri quadrati ognuno, attrezzati anche per la motion capture. Così si passerà da 19mila mq a 25 mila”. Il progetto prevede investimenti per ”27 milioni di euro, di cui 8 milioni e mezzo vengono dalla legge cinema e gli altri sono autofinanziati”.

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