lunedì, 22 ottobre 2018

La caccia al tesoro dei Vanzina

La caccia al tesoro dei Vanzina

Roma, 21 novembre – (red. Cin/Interviste video) ”Una commedia che vuole rendere omaggio alla grande tradizione della comicità napoletana, quella che ha sempre fatto da sponda al cinema popolare italiano”. Così Enrico Vanzina considera Caccia al tesoro con Vincenzo Salemme, Carlo Buccirosso, Christiane Filangieri, Gennaro Guazzo, Francesco Di Leva, Benedetto Casillo, Serena Rossi e Max Tortora, in sala con Medusa da giovedì 23 novembre in 350 copie.

Protagonista è Domenico Greco (Salemme) è un attore teatrale di “insuccesso”. Naviga nei debiti e vive a sbafo in casa della cognata Rosetta, vedova di suo fratello. Rosetta (Serena Rossi) ha un figlio di nove anni, malato di cuore. L’unico modo per salvarlo da una morte sicura sarebbe operarlo in America. Ma l’operazione costa 160 mila euro. E né Rosetta, né lo zio Domenico li hanno. Disperati, i due vanno a pregare sotto la statua di San Gennaro. Chiedono un miracolo. Trovare i soldi dell’operazione. E San Gennaro risponde … dando loro via libera per “prendersi” uno dei gioielli della sua Mitra custodita insieme al famoso Tesoro nella cripta della chiesa.
In realtà, a dare voce a San Gennaro è il posteggiatore del parcheggio fuori la chiesa che dà via libera agli automobilisti…

”Per mio fratello Carlo e per me si tratta anche un po’ di una comicità di “famiglia”, visto che nostro padre Steno ha contribuito a renderla celeberrima con i suoi indimenticabili film insieme a Totò, Peppino De Filippo, fino ad arrivare alla maschera napoletana di Bud Spencer in “Piedone lo sbirro” – aggiunge Enrico Vanzina – Per celebrare questa gloriosa tradizione, abbiamo preso spunto (non è un remake) dal mitico film di Dino Risi “Operazione San Gennaro”. Anche nel nostro film si racconta un “colpo”, ma con modalità e motivazioni totalmente diverse da quelle di Risi. La nostra non è una banda di professionisti, ma piuttosto una sprovveduta banda di “poveri uomini” del 2017”.

Per Salemme il suo ììè un personaggio che a suo modo ha una sua dignità e una giustificazione: rubare qualcosa a San Gennaro per un napoletano rappresenta qualcosa di sacrilego, un’eresia, ma lui si convince a farlo solo per salvare suo nipote e alla fine si capirà che ne valeva la pena”.

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