martedì, 29 settembre 2020

L’Ulisse di Piovani

L’Ulisse di Piovani

Roma 28 Gennaio (l.d.c.) Grande successo (ancora fino a domenica) all’Eliseo di Roma per Nicola Piovani che riprende Il Viaggio di Ulisse dopo alcune performance in grandi aree all’aperto, questa volta, nello spazio chiuso di un teatro in cui non solo la musica ma le letture d’attore filmate e le grandi immagini dell’Odissea rivisitata da Milo Manara trovano una sottolineatura ancora più significativa

Lo spettacolo è un dialogo in versi e melodie, tra Omero, Saba, Joyce, Tasso e pianoforte, contrabbasso, sax, violoncello, percussioni, computer. Come racconta Piovani è una storia “vecchia di tre millenni piena di fascino e meraviglia ancora oggi indecifrabili”.  Nicola Piovani tra letture e immaginazione, alterna all’emozione della musica con un gruppo di artisti straordinari i suoi interventi che conquistano piacevolmente il pubblico con una straordinaria leggerezza di toni in una competenza ovviamente direttamente proporzionale alla qualità musicale dello spettacolo.  Perchè ha scelto Ulisse? Lo spiega aprendo lo spettacolo anche al pubblico in sala: “Perchè stando ai sondaggi proprio lui è il secondo personaggio più conosciuto nel mondo dopo Gesù di Nazareth, “Ulisse non ha fondato chiese, non ha adepti, non ha ufficio stampa” racconta Piovani in scena conquistando subito anche la curiosità degli spettatori.  E aggiunge: “Con Milo Manara raccontiamo una delle tante facce dell’uomo dal multiforme ingegno cantato da Pindemonte: la curiosità di Ulisse”. Che in scena , nelle solendide tavole di Manara non a caso ha il volto di Pier Paolo Pasolini.

Un grande Ulisse contemporaneo, insomma: un poeta che che sperimentava a rischio di sbagliare. Per me e Manara, l’artista che vuole andare oltre il perimetro assegnato, mettendo in conto anche il naufragio….”

Nello spettacolo magnificamente guidato da Piovani con l’Ensemble Aracoeli interventi filmati di poesia e letture di Chiara Baffi, Carlo Cecchi, Paila Pavese
Massimo Popolizio, Mariano Rigillo Massimo Wertmuller, Virgilio Zernitz

E dall’Ulisse di Omero a quello di Joyce straordinaria l’idea di una Molly Bloom in versione napoletana, con un monologo tutto d’un fiato che non orevede neanche la pausa di un respiro.

 

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