sabato, 27 maggio 2017

Kustorica e Bellucci insieme

Kustorica e Bellucci insieme

Roma, 8 maggio (Fr. Palm.) – “Una favola moderna su un uomo e una donna che si innamorano e sono pronti a sacrificarsi, dentro la natura”: è così che Emir Kustorica definisce On the milky road, di cui è anche interprete insieme a Monica Bellucci, suo nuovo film che arriverà in sala dall’11 maggio con Euro Pictures, dopo il debutto alla Mostra di Venezia.

Il regista si circonda di ciò che conosce bene, musica e spunti surreali e visionari, per raccontare la storia di un incontro: ai tempi della guerra, Kosta, a dorso del suo mulo, attraversa il fronte per andare a portare il latte ai soldati, sfidando bombe e pallottole. Un giorno, nella sua vita arriva una donna affascinante e misteriosa, di origini italiane, promessa sposa di un altro uomo, con cui nasce subito un’intesa, perchè entrambi riconoscono nell’altro un’antica ferita di dolore. Tra loro inizierà un amore proibito, che dovrà superare violenza, ostacoli e avventure…

La vicenda è frutto di tre storie intrecciate, come spiega Kustorica: “La prima l’ho sentita a Mosca, riguarda un uomo che trasportava il latte, rifornendo la caserma dei soldati nella guerra tra l’Afghanistan e l’Unione Sovietica e dava il latte anche ad un serpente, che gli salvò al vita. La seconda risale alla guerra in Croazia del 1990, parla di una donna bellissima cresciuta in Serbia e venuta a scuola a Roma, che aveva lavorato come spia e aveva fatto innamorare in modo fatale un generale inglese, da cui scappò, passando tanto tempo in un campo profughi. La terza storia è la più drammatica, su un uomo che attraversò un campo minato facendo camminare mille pecore, che saltarono in aria al suo posto. Come ogni favola, quindi, anche questa ha una base di verità molto forte, in cui c’è anche la mitologia perchè ho bisogno di creare dei collegamenti con gli archetipi “.

Monica Bellucci è assoluta protagonista al suo fianco: “Lavorare con Emir mi ha cambiato la vita, è stata un’esperienza unica – dice – Ho fatto anche cose fisiche che mai ho avuto il coraggio di fare, ma con lui si entra in un’altra dimensione, perchè è un artista a tutto tondo, è talmente eclettico che ti trasporta altrove. E’ come un pittore, si lascia ispirare al momento e tutto può cambiare”.

L’attrice recita in serbo: “All’inizio credevo di non farcela, ma invece si riesce a fare tutto, quando si ama il proprio lavoro – afferma – Non sempre è stato un film facile, ma ero così presa dall’energia di Emir che non mi sono mai annoiata e ho girato, nell’arco di tre anni, sempre con lo stesso entusiasmo”. Per lei, uno dei pregi del film è raccontare “la storia di due persone adulte. Al cinema, l’amore e la sessualità tra adulti  è poco rappresentato, come se certe cose non fossero più adatte, quando il tempo passa. Non lo trovo giusto, il film prova proprio che amore e sessualità sono legati all’energia e non conta l’età. I personaggi non sono più giovani, non hanno niente da perdere e non credono più alla vita, ma quando si incontrano avviene uno slancio vitale”.

Nella pellicola, c’è una battuta su quanto la bellezza possa essere una condanna. La Bellucci, che la bellezza l’incarna da sempre, commenta così quella frase: “La bellezza provoca curiosità e a volte trovi gente che ha voglia di distruggerla. Ogni giorno c’è una donna che muore e subisce violenza, Emir ha messo in risalto questo in modo poetico, facendomi dire frasi forti mentre gioco nell’acqua, puntando sui contrasti. Il mio personaggio è una donna completa, protettiva e umana, ma con la fragilità di una bambina. Scrivendo un ruolo così, è evidente che Emir conosce a fondo le donne e sa che vanno amate per la loro forza e le loro debolezze”.

Tra poco, l’attrice sarà al Festival di Cannes, come madrina: “E’ un festival importante per me, senza Cannes il mio percorso cinematografico non sarebbe lo stesso – sottolinea – Mi piace perchè permette a tutti di esistere, ai grandi film ma anche agli intimisti. Opere come Irreversible e Le meraviglie sono stati venduti da lì, perchè ogni voce può esprimersi”. E cosa pensa dell’Italia, della sua patria? “Sono legata alla mia terra, sono nata in Umbria ma Roma è la mia casa, ci ho fatto due figlie”, dichiara, mentre sul nostro cinema aggiunge: “Quando all’estero mi chiedono come va la situazione, dico sempre che il cinema italiano ha problemi politici, ma il talento c’è. Si fanno pochi primi film ed è difficile trovare nuovi autori, ma il nodo è la produzione. Servono più soldi alla cultura, in generale”.

Una considerazione sul cinema, infine, arriva anche da Kustorica: “Ho fatto questo film per il grande schermo. Il futuro del cinema  tra 10 anni sarà cambiato, si faranno più film e sarà trattato come l’opera. Oggi segue molto la tv come struttura narrativa e non è più qualcosa di grande, ma tornerà a esserlo”.

On the milky road, intanto, esce in solo 30 copie ma per scelta, perchè sono state volute dalla distribuzione poche sale mirate, con la speranza di aumentarne il numero.

 

 

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