mercoledì, 23 agosto 2017

Kubrick e il suo autista italiano

Kubrick e il suo autista italiano

Roma, 24 maggio (fr. Pierl) E’ un Kubrick geniale e generoso ma anche esigente, ansioso e possessivo, quello restituito dai ricordi da Emilio D’Alessandro, l’italiano che gli ha fatto per quasi 30 anni dal 1970 al 1999 da autista e tuttofare. A raccontarlo è S is for Stanley, vincitore del David 2016 come miglior documentario. Il film non fiction dopo il debutto all’ultima Festa di Roma, e sarà al Bellaria Film Festival, uscirà per un solo giorno, da evento speciale, il 30 maggio e poi in dvd con Feltrinelli Real Cinema e Wanted.
Infascelli sta ora pensando di espndere il progetto in una miniserie: ”Nel documentario ho dovuto scegliere, ci sono ancora tantissimi episodi da raccontare – dice -. Una serie televisiva in un tot di episodi, sarebbe la chiusura del cerchio perfetta, anche per far vivere Stanley che nel documentario c’è ma non lo vediamo. Ne sto parlando con un produttore italiano e uno americano, sarebbe un progetto adatto per Hbo o Netflix”.

Il regista ha scoperto la storia di D’Alessandro parlando nel 2008 con la vedova del cineasta, Christiane, per uno speciale su Arancia meccanica, realizzato per La7. ”Ha parlato di Emilio con affetto e stima, ho capito che era una persona speciale. Poi quando è uscito il libro di Filippo Ulivieri su di lui (‘Stanley Kubrick e me’ edito da Saggiatore), ho voluto conoscerlo, andando a Cassino (il suo Paese natale, dove è tornato a vivere con la moglie) e ho deciso di raccontarlo in un documentario”. Il primo incontro fra Emilio e Kubrick avviene dopo che l’italiano, autista da una società privata di taxi, viene incaricato di trasportare l’enorme fallo che appare in una scena di Arancia Meccanica. Kubrick trova un’immediata sintonia con Emilio e dopo averlo assunto come autista lo coinvolge sempre di più nella sua routine quotidiana. A raccontarlo lo stesso Emilio, insieme a foto, decine di messaggi che gli ha scritto negli anni il regista e i tanti oggetti regalati a D’Alessandro, come la giacca militare di Kubrick o i tappeti dell’albergo di Shining, che lui ha in salotto. ”Il loro rapporto – dice il cineasta – ha anche avuto dei piccoli momenti di conflitto risolti in grandi esplosioni d’affetto”.

Infascelli il 6 giugno inizierà le riprese del suo nuovo film, Piccoli crimini coniugali, dall’omonima opera teatrale di Éric-Emmanuel Schmitt. Protagonisti Margherita Buy e Sergio Castellitto, nei ruoli di moglie e marito che devono ricostruire il loro rapporto dopo che lui ha perso la memoria.

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