martedì, 26 settembre 2017

In the fade, Kruger contro terroristi

In the fade, Kruger contro terroristi

Cannes, 26 maggio (red. con) – Dopo il passo falso di the Cut, Fatih Akin torna nell’orbita dei premi a Cannes, grazie soprattutto alla performance della sua protagonista Diane Kruger nel dramma sul terrorismo In the fade. L’attrice tedesca che da adolescente con la famiglia si è trasferita negli usa, è stata adottata fin dall’inizio della sua carriera dal grande cinema internazionale, e qui per la prima volta recita in un film girato nella sua lingua madre. In una storia che trae spunto dagli attentati neonazisti realmente accaduti in Germania tra il 2000 e il 2007, Diane Kruger interpreta Katja, la cui viene sconvolta dall’attentato terroristico nel quale muoiono il marito turco, Nuri i (Numan Acar) , ex spacciatore che si è rifatto una vita dopo un periodo in prigione, e il figlio di sei anni, Rocco. Vengono identificati i due simpatizzanti neonazisti responsabili dell’atto ma il processo finisce con un nulla di fatto e Katja decide di farsi giustizia da sola.

”E’ stata una parte che mi ha fatto molta paura – ha spiegato Diane Kruger in conferenza stampa – quello che mi ha convinto a fare il film è stato il tema, il terrorismo. Sfortunatamente viviamo in un periodo in cui certi orrori accadono quasi quotidianamente, sentiamo i numeri dei morti, ma raramente conosciamo le storie delle persone rimaste indietro. Il personaggio di Katja mi ha commosso, è così piena di emozione che mi sono chiesta come potesse continuare a vivere, dopo un evento così orribile”. Per diventare lei ”sono dovuta cambiare completamente, Fatih Akin voleva mi spingessi oltre l’ignoto e io l’ho fatto”.

Il regista, che ha conosciuto Diane Kruger proprio a Cannes, nel 2012: ”Mi aveva detto che avrebbe amato lavorare con me e quando ho cambiato il protagonista da uomo a donna, ho pensato a lei”. Akin, tedesco di origini turche ”spiega che ”non so cosa farei nella situazione della protagonista ma quando pensi alla pospettiva di perdere i tuoi figli, arrivano gli incubi. E io da autore ho la possibilità di dialogare con i miei incubi”.

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