lunedì, 16 dicembre 2019

JoJo Rabbit apre il Tff, Waititi “educhiamo i bambini alla tolleranza”

JoJo Rabbit apre il Tff, Waititi “educhiamo i bambini alla tolleranza”

Torino, 24 novembre (Red. Cin) – “Ho vissuto un certo livello di pregiudizio crescendo come ebreo Maori, e spero che Jojo Rabbit sia stato un promemoria, soprattutto ora, che dobbiamo educare i nostri figli alla tolleranza e continuare a ricordarci che in questo mondo non c’è posto per l’odio”. Lo spieg Taika Waititi, neozelandese che ha conquistato Hollywood (dopo opere indie come What we do in the shadows, ha firmato fra gli altri, l’hit mondiale Thor Ragnarok) parlando di Jojo Rabbit, scelto come film d’apertura del Torino Film Festival e già vincitore del People’s Choice Award all’ultimo Festival di Toronto. Nelle sale italiane arriverà il 23 gennaio 2020 distribuito da 20th Century Fox Italia.

Tratto dal romanzo Caging Skies di Christine Leunens, è una satira sferzante e spiazzante del nazismo e dei suoi miti. Racconta la storia di Jojo (Roman Griffin Davis) bambino di 10 anni che vivne nella Vienna del ’45 con la mamma vedova (Scarlett Johansson) durante gli ultimi anni del nazismo: Jojo dolce e un po’ timido, ha un sogno: diventare un perfetto giovane nazista e idolatra tanto Adolf Hitler, da averlo trasformato in un amico immaginario (un po’ tonto). Gli echi di una guerra che si sta perdendo e l’incontro di Jojo con una ragazzina ebrea che la mamma sta nascondendo, fanno mettere al bambino in discussione tutto quello in cui crede”.

“Sono sempre stato attratto dalle storie nelle quali la vita è raccontata attraverso gli occhi dei bambini – aggiunge il regista -. Mio nonno ha combattuto contro i nazisti nella seconda guerra mondiale e sono sempre stato affascinato da quel periodo e quegli eventi. Quando mia madre mi parlò di Caging Skies di Christine Leunen, mi ha attratto il fatto che lo sguardo era quello di un bambino tedesco indottrinato dall’odio dagli adulti. Avendo dei miei figli, sono diventato ancora più consapevole del fatto che dovremmo guidare i bambini attraverso la vita e farli diventare le versioni migliori di se stessi, eppure in tempi di guerra, gli adulti spesso fanno il contrario”. I bambini “non nascono con l’odio dentro, gli viene insegnato. Spero che lo humour di Jojo Rabbit aiuti a coinvolgere una nuova generazione; è importante continuare a trovare modi nuovi e inventivi per raccontare ripetutamente l’orribile storia della seconda guerra mondiale per le nuove generazioni, in modo che i nostri figli possano ascoltare, imparare e andare avanti insieme nel futuro”.

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