sabato, 25 novembre 2017

Inedito Olmi alle Giornate

Inedito Olmi alle Giornate

Il film ritrovato di Ermanno Olmi, girato nel 1968, ancora inedito, vede la luce alle Giornate degli Autori e incontra il pubblico: presentato Il tentato suicidio nell’adolescenza, che racconta i primi (pionieristici) anni di attività di un reparto psichiatrico d’urgenza presso il Policlinico di Milano, una struttura sperimentale per l ’epoca, diretta da un grande psichiatra, Carlo Lorenzo Cazzullo. Un padiglione dedicato ai casi di emergenza per tentato suicidio, con una incidenza drammatica di adolescenti. Nel film ci sono interviste, statistiche, storie personali. Il documentario non risulta essere mai stato proiettato in pubblico e non figura in nessuna delle tante filmografie del regista redatte negli anni. Ci appare come un film nuovo, inedito, ritrovato, soprattutto perché ci si ritrova conservata l’essenza del suo cinema degli anni ’60 e ’70, e il tocco di sempre del suo autore.

Un tema difficile da trattare ancora oggi, un film che quarantanove anni fa è stato messo in quattro scatole e ritrovato nei meandri di un magazzino di Brescia la scorsa primavera. A supportare questo ritrovamento, il collega Tatti Sanguineti dichiara: “I film non si perdono mai a caso, qualche volta per fortuna qualcuno li ritrova, anche in posti dove altri avevano già invano rovistato.”

Il ritrovamento è avvenuto presso il Musil – Museo dell’Industria e del Lavoro, della Fondazione Micheletti ad opera di un archivista dell’Istituto LUCE, in missione per conto della sua azienda, Maurizio Orsola, coadiuvato dall’archivista del Musil Stefano Guerrini.

“Un’operazione – dice Tatti Sanguineti – portata a termine da una élite di archivisti “fiutaroli” (Totò) e che, parafrasando una celebre definizione di Enzo Ungari, potremmo chiamare mangiatori di scatole. Coloro che con una sola occhiata capiscono se un negativo è mai stato sviluppato. Coloro che distinguono la sindrome degenerativa dell’Agfacolor da quella del Ferraniacolor. Coloro che conoscono cosette che la maggior parte dei critici scriventi o parlanti, nemmeno si sognano.”

Sulle scatole del ritrovamento, un’etichetta con la scritta T.S. che indica le parole tentato e suicidio e che sono ciò che ha fatto scattare la scintilla in Orsola e Guerrini. Suicidio, all’epoca, era una parola certamente non consentita, scomoda. “Il documentario del ’68 ritrovato – ha dichiarato Pier Paolo Poggio, direttore Musil e Fondazione Micheletti – oltre al significato in sé come piccolo tassello della filmografia di un grande autore, si inserisce perfettamente in un insieme di iniziative che stiamo varando per una rivisitazione storico-critica degli anni della contestazione. Sapendo che non potremo mai ricambiarti adeguatamente, permettici almeno di dire pubblicamente: Grazie Ermanno!”.

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