mercoledì, 23 agosto 2017

Indivisibili, gemelle da favola nera

Indivisibili, gemelle da favola nera

‘Lido Di venezia, 4 settembre (Fr. Pierl) ‘raccontare la separazione. Mostrare come crescere possa voler dire ‘tagliarsi un pezzo’, farsi male. E’ un passaggio che comporta un prezzo. Cercavo un’immagine e poi una storia. E’ arrivata l’idea emblematica delle sorelle siamesi”. Così Edoardo De Angelis spiega la genesi di ‘Indivisibili, presentato dalle Giornate degli Autori alla Mostra del Cinema di Venezia. Il film, che era dato anche fra i papabili per il concorso ufficiale, è la storia di due sorelle siamesi adolescenti e cantanti (le esordienti Angela e Marianna Fontana), che con la loro attività mantengono tutta la famiglia, sotto la guida dittaoriale del padre (Tony Laudadio). A 18 anni, scoprono di potersi separare, in unaperferia campana desolata e personaggi da favola nera, inizia per loro un viaggio non senza conseguenze. Sarà in sala dal 29 settembre con Medusa. Fondamentale la scelta delle giovani interpreti, Marianna e Angela Fontana, nella vita gemelle ma non siamesi, ”anche se vivono una simbiosi nell’anima”. Loro sono di Casapesenna, ”un comune in provincia di Caserta, noto per alcuni boss dei Casalesi. Mi piace pensare che siano piu’ forti dei camorristi, che hanno reso tristemente famoso il loro paese, perche’ sono libere”.

Sul set non si sono risparmiate: ”sono ragazze speciali, con una grandissima dedizione e forza. Ogni giorno sul set si sottoponevano a cinque ore di trucco in piedi, prima delle nove ore di riprese. Uno sforzo molto grande a 18 anni. Poi si allenate in piscina nuotando legate e per mesi si legavano in modo un po’ artigianale, correndo per il paese. Volevano sperimentare le reazioni delle persone, di fronte a chi viene visto comunque come disabile”. Per comprendere il mondo dei siamesi, ”i loro pensieri, desideri, complicazioni, ho fatto un lavoro di ricerca quasi giornalistico, intervistando veri gemelli in quella condizione, che si sono separati e alcuni chirurghi che li hanno operati”. Tutti noi, secondo il regista, che era già stato alla Mostra fuori concorso con Perez ” possiamo cogliere l’elemento della simbiosi ”cioe’ un legame strettissimo fra due individui, come due innamorati, un figlio e una madre, che hanno il desiderio e al tempo stesso la paura di separarsi”.

Per rappresentare l’unione dei corpi delle sorelle ”abbiamo lavorato con Makinarium che si occupa di prostetico e effetti digitali, ma a me piace ancora molto lavorare con la materia, l’effetto speciale realizzato sul set, e’ stato un lavoro di alto artigianato”. Come negli altri suoi film, e’ centrale anche il territorio: ”Indivisibili e’ tutto ambientato a Castel Volturno e Villaggio Coppola (luoghi della Terra dei Fuochi, ndr), dove la bellezza e lo sfarzo degli anni ’70, sono finiti con il terremoto dell’80.Ora sono simulacri vuoti e questo risuona nella storia. Una bellezza passata e una bruttezza attuale, con
in mezzo il desiderio strenuo di rinascere di ricostruirsi. Piu’ della speranza, nel film c’e’ la fiducia possa succedere”.

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