martedì, 29 settembre 2020

In sala Carol

In sala Carol

Roma, 7 gennaio (r. cin.) – Dopo gli applausi prima a Cannes e poi al Festival di Roma, è in sala dal 5 gennaio, distribuito da Lucky Red, Carol di Todd Haynes, interpretato da Cate Blanchett e Rooney Mara, al centro di un’intensa storia di amore saffico.

Nel film, ambientato nella New York di inizio anni ’50, ci sono tante quote rosa: il romanzo da cui è tratto, “Il prezzo del sale”, è firmato da Patricia Highsmith, nel ruolo di sceneggiatrice c’è Phyllis Nagy, le produttrici si chiamano Elizabeth Karson e Christine Vachon e i costumi sono stati realizzati dal premio Oscar Sandy Powell. E poi ci sono loro, le protagoniste: Cate Blanchett interpreta una donna sposata benestante, moglie non appagata e madre di una bambina, che un giorno incontra Therese (Mara), una commessa di un grande magazzino appassionata di fotografia, con cui scoppia una passione improvvisa. Carol, che sta per rompere il suo matrimonio, è già consapevole di essere attratta dalle donne, mentre per Therese, che è fidanzata, è la prima, travolgente esperienza. Ad accendere la miccia, un viaggio in macchina verso Chicago, che sarà un punto di non ritorno…

Il regista definisce la pellicola “Una storia d’amore universale e dal valore eterno, che va oltre l’orientamento sessuale”. Anche se può sembrare che strizzi l’occhio a Viale del tramonto, Haynes dice di essersi ispirato a “Breve incontro di David Lean, un capolavoro che racconta come l’amore possa irrompere nella vita delle persone e quanto sia fragile lo stato d’animo degli amanti. Nel mio film però c’è anche un ribaltamento, perchè Therese alla fine si rivela la più forte, anche se all’inizio sembrava la più debole”.

Il regista aveva già diretto Cate Blanchett in Io non sono qui: “Per Carol non potrei immaginare nessun’altra che non sia lei – afferma – E’ perfetta nei panni di una donna borghese che deve mantenere e salvare le apparenze, in quanto ha una famiglia, che fa del suo meglio per rispettare le regole imposte dalla società ma non ce la fa più”.

La passione tra le due donne esplode durante un viaggio. Il film può essere considerato un road movie? Haynes risponde così: “Il viaggio è sicuramente molto importante perché è lì che le protagoniste riescono finalmente a stare insieme. E si respira suspence, perché viene da chiedersi se avranno dei contatti fisici, senza sapere se succederà”. Patricia Highsmith la suspance la conosce bene perchè ha scritto tanti gialli, ma “Il prezzo del sale” non appartiene a quel genere. Eppure, conclude Haynes, un filo rosso c’è comunque: “La patologia della mente criminale e quella della mente amorosa si somigliano. L’ansia nel commettere un crimine e l’ansia di chi si sta innamorando, specialmente se si tratta di un amore omosessuale, hanno qualcosa in comune”.

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