lunedì, 21 ottobre 2019

Lo avevamo tanto amato…

Lo avevamo tanto amato…

Roma, 20 gennaio –

 

“Con Ettore Scola scompare un protagonista del cinema italiano. La cultura e lo spettacolo mondiali perdono un grande maestro che ha raccontato, con acume e sensibilità straordinari, vicende, personaggi e periodi della nostra storia contemporanea”. Lo hadichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, esprimendo il suo “profondo cordoglio” ai familiari del regista. Il ministro Dario Franceschini in un tweet ha scritto invece “Ci ha lasciato Ettore Scola. Un grande maestro, un uomo straordinario, giovane sino all’ultimo giorno della sua vita”.E anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha espresso il suo profondo cordoglio per la morte del “maestro dalla incredibile ed acuta capacità di lettura dell’Italia, della società e dei suoi mutamenti, del sentimento del tempo; coscienza civile che lascia un enorme vuoto nella cultura italiana”. Dall’ufficialità al cinema, Stefania Sandrelli: “Mi ha trasmesso la meraviglia della collaborazione nel nostro lavoro, della condivisione, del sostegno, il privilegio e la magia di fare le cose insieme. E che cose abbiamo fatto insieme, che film! La tenerezza, la passione, e l’ironia di quell’ultimo bacio che ci siamo dati il dieci luglio nei giardini di Cinecittà davanti alle sue amate Gigliola, Paola e Silvia mi rimarrà sulle labbra per sempre”

 

La notizia della morte di Scola ha aperto tutti i notiziari delle radio e delle tv francesi, che hanno ricordato il regista con affetto, grande rispetto, lutto, commozione. “Ettore Scola, maestro del grottesco e dei rimpianti” titola –come riferisce l’Ansa- il sito on line di Le Monde, che dedica alla morte del regista la sua notizia di apertura.
“Ettore Scola è morto. C’eravamo tanto amati. E’ venuto tanto spesso a Cannes. Mi sento infinitamente triste e orfano, come l’Italia”: in un tweet ha commentato l’ex presidente del Festival di Cannes Gilles Jacob: “Con lui se ne va una fetta del cinema italiano di tutti i tempi. Critico sulla società, innamorato dei suoi antieroi, sorridente”.
Ascanio Celestini: Che impressione sapere che Ettore Scola è morto!Che impressione vedere che è più vivo di tanti che fanno i salti mortali per mostrare di essere ancora vivi…” . Un dolore enorme, ”è stato il mio maestro, forse la figura più importante della mia vita al cinema” ha detto Sergio Castellitto, che aveva lavorato con Scola nel film “La famiglia”. “L’avevo sentito a Natale – continua l’attore – era venuto a vedere il mio ultimo film e si prodigava in consigli. Era come un padre. Era veramente l’ultimo di quel mondo, di quella generazione”.

 
A Roberto Cicutto Presidente e Ad di Luce Cinecittà, una lunga lettera d’affetto e d’amicizia su Cinecittà News: “Caro Ettore,quando sei arrivato al Teatro 5 di Cinecittà per cominciare le riprese di Che strano chiamarsi Federico, forse quello più sorpreso eri proprio tu. Dieci anni che non mettevi piede su un set tuo e per me, i miei collaboratori, ma credo per tutte le maestranze e i lavoratori del Luce e di Cinecittà, è stato un giorno di festa” Scrive ancora Cicutto: “Un anno prima su iniziativa di Felice Laudadio avevamo ipotizzato di ricordare Fellini a 20 anni dalla morte, usando materiali di repertorio Luce e Rai, per presentarlo al Festival di Bari di cui sei presidente e il cui logo è proprio un bel profilo di Fellini disegnato da te. Quando te lo abbiamo proposto lo hai trasformato in un film che si è rivelato un gioiello di grazia e intelligenza con una modernità di linguaggio straordinaria (…) Non potevi farci regalo più grande. In questi giorni di dolore e affetto, ti immagino come il tuo Federico del film, sgattaiolante fuori dalle celebrazioni. Nessun carabiniere ti inseguirà, ma stai certo che nessuno di noi ti perderà d’occhio.”

 

“Ettore Scola era un amico vero con cui ho condiviso una parte di cammino negli ultimi anni. Ha anche partecipato all’esperienza della Scuola di Cinema Gian Maria Volontè, era una persona di una generosità infinita. Ha veramente regalato ai ragazzi momenti unici e sinceri di passione per questo mestiere” ha commentato Daniele Vicari.

Mentre Francesco Bruni  sottolinea che ”mi manca moltissimo,  la notizia della sua morte mi colpito profondamente, era un artista enorme sia dal punto di vista della scrittura che della regia e negli ultimi anni dal punto di vista umano è stato generosissimo, molto affettuoso, disposto all’ascolto, leggeva i copioni, vedeva i film dei colleghi, dava consigli. Voglio anche ricordare il suo impegno in prima persona fino agli ultimi giorni per i ragazzi del cinema America”.

Lina Sastri ha il rammarico di non aver ”mai avuto la fortuna di lavorare nei suoi capolavori, è stato un maestro del cinema, il testimone di un’Italia che ci piaceva”.

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