lunedì, 3 ottobre 2022

Venezia, in concorso Pallaoro con Monica: “Un’eroina moderna”

Venezia, in concorso Pallaoro con Monica: “Un’eroina moderna”

Venezia, 3 settembre- Secondo film italiano in concorso (accolto con ben undici minuti di applausi) e secondo capitolo di un’ideale trilogia iniziata con Hannah, Monica di Andrea Pallaoro si focalizza sul tema dell’abbandono e sulle dinamiche del non essere accettati e riconosciuti.
Protagonista è appunto Monica, interpretata da Trace Lysette, una giovane transgender che torna a casa per la prima volta dopo una lunga assenza cercando di ricostruire il suo rapporto con la sua anziana madre (Patricia Clarkson), gravemente malata.

“Monica per me è un’eroina moderna, una donna capace di perdonare e che riesce a fare i conti con il proprio passato”, dice il regista che ha scelto Lysette “al primo incontro” (dopo aver visto trenta candidate) per “la sua capacità di essere piuttosto che di recitare”.

L’attrice, già tra i protagonisti della serie Transparent, ha da poco completato la transizione per cui ha attinto molto dalla sua esperienza personale per interpretare questo ruolo e racconta che a 25 anni ha deciso di iniziare dei corsi di recitazione, poi è arrivata la possibilità di Law & Order, dove ha recitato nella parte di una donna, e più avanti Transparent.
Uno dei temi principali è quello dell’ipotesi della riconquista di un rapporto tra una madre e una figlia.

“Negli ultimi anni, il confronto con la malattia di mia madre mi ha portato a riflettere sul mio passato e sugli effetti psicologici dell’abbandono- dice il regista-. A partire da questa esperienza ho voluto raccontare una storia che esplorasse la complessità della dignità umana, le conseguenze profonde del rifiuto e le difficoltà nel guarire le proprie ferite. Attraverso un linguaggio cinematografico che prende forma da un constante dialogo tra l’estetica dell’intimità e dell’alienazione, in bilico tra l’interiorità della protagonista e il mondo che la circonda, i miei collaboratori ed io ci siamo addentrati nel mondo emotivo e psicologico di Monica per riflettere sulla natura precaria dell’identità di ciascuno di noi quando viene messa alla prova dalla necessità di sopravvivere e trasformarsi”.

E poi conclude: “Rispetto ad Hannah credo che questo sia un film più affettuoso, più caldo. Quello di Monica è un personaggio che offre una sorta di paradigma di coraggio e generosità, che riesce a rialzarsi, Hannah invece non ce la faceva”. Il film arriverà in Italia con I Wonder Pictures.

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