venerdì, 16 novembre 2018

Il vizio della speranza, donne da favola nera

Il vizio della speranza, donne da favola nera

Roma, 19 ottobre (Red Cin) – Traghettare donne incinte al di là del fiume Volturno affinché si disfino dei bambini in cambio di denaro. E’ il mestiere oscuro di Maria (Pina Turco, moglie del regista), protagonista de Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis, primo film italiano della selezione ufficiale presentato alla Festa del cinema di Roma (dove è stato accolto con applausi alla proiezione stampa) e in sala dal 22 novembre con Medusa.

Questa ” è una storia di trasformazione e di riconciliazione – spiega De Angelis – In questo film vince chi supera l’inverno, dove tutto sembra morto: noi abbiamo acceso un fuoco per riscaldarci attendendo che la natura rinascesse con la primavera. La possibilità di sperare è un imperativo etico, ad ogni costo”. Nella storia Maria, vive giorno per giorno, senza sogni né desideri. Si prendere cura di sua madre (Cristina Donadio) e lavora al
servizio di una madame (Marina Confalone). Insieme al suo pitbull cone le donne che traghetta sembra vivere in un purgatorio senza fine. Ma proprio a Maria la speranza un giorno tornerà a far visita, nella sua forma più ancestrale, potente, miracolosa come la vita stessa.

“Perché restare umani – sottolinea il cineasta – è da sempre la più grande delle rivoluzioni”. E il vizio più bello “Il vizio più bello è quello di possedere il seme di una rivoluzione per scrivere il destino con le proprie mani dice Pina Turco – La nascita di un bambino è una cosa primordiale e al tempo stesso miracolosa. Edoardo pensava che io non fossi pronta per questo ruolo e questa sfiducia è diventato il mio vizio della speranza. Quello di Maria è un personaggio meraviglioso e diventa l’emblema di tutti gli uomini e di tutte le donne sulla terra”. A firmare la sceneggiatura con De Angelis c’è Umberto Contarello e si rinnova per la colonna sonora il sodalizio con Enzo Avitabile.

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