mercoledì, 23 agosto 2017

Il Vangelo dei rifugiati

Il Vangelo dei rifugiati

Lido Di venezia, 8 settembre (Fr. Pierl.) – Un film (in sala nel 2017 con I Wonder Pictures), che nasce, spiega Delbono, da una richiesta della madre sul letto di morte, fare qualcosa che ”parli d’amore, il Vangelo magari”. Un desiderio difficile da esaudire, visto che ”non credo in questo Dio, delle menzogne, della famiglia e delle paure di tutto, anche dell’amore”. Però un momento particolarmente difficile  della sua vita, la scoperta di una malattia agli occhi che gli faceva vedere tutto doppio, l’ha portato a cercare un’anima per il progetto. Il risultato, presentato in gala alla Mostra del cinema di Venezia nelle Giornate degli Autori,  è ‘Vangelo’,  in cui il testo sacro diventa strumento d’incontro, conoscenza e racconto con alcuni rifugiati, che ne reinterpretano alcune parti.

 

”Sono andato in un Centro rifugiati (Villa Quaglina di Asti), senza difese ne’ un’idea precisa di realizzare qualcosa, volevo solo stare, guardare”. Poi pian piano ha iniziato a prendere la videocamera, coinvolgendo alcuni rifugiati (alcuni sono arrivati anche al Lido per vedere il film), fra i quali Safi Zakria (che dopo il film è entrato nella Compagnia di Delbono)  Nosa Ugiagbe, e ha costruito il racconto unendo pezzi della loro vita e le loro reinterpretazioni di alcuni passi del Vangelo. ”Ho scelto le frasi più importanti quelli che tutti conosciamo, come ‘ama il prossimo tuo come te stesso’, o ‘dare da mangiare agli affamati’. Scusate, chi sono gli affamati oggi? Non ce ne vogliamo rendere conto. Siamo tutti così cattolici e così razzisti. Il film va contro i benpensanti, che vedono i rifugiati come una massa unica. Sono persone, ognuna con la propria personalità, fortissima e una propria storia”.
Delbono ha declinato ‘Vangelo’, in forma diversa, anche per il palcoscenico, e avrà legami anche con altre cose che sta preparando, da un’esposizione ai concerti. ”Come sempre, i miei sono cammini che approfondisco in modi differenti, per cercare di capire qualcosa di più di me e di noi”.

Pippo Delbono è ”buddista praticante da 27 anni, quindi un cammino spirituale serio l’ho fatto. Posso dire che questa Chiesa ha fatto deteriorare il Vangelo, l’ha tradito totalmente. Però mi piace molto Papa Francesco e il suo andare verso gli ultimi. Potrei anche dedicarglielo questo film, ma con una riserva. La Chiesa dovrebbe smettere di occuparsi della sessualità degli altri. Se andasse in questa direzione torno a Messa”.

Leggi anche