martedì, 11 dicembre 2018

“Il sorpasso” in mostra a Roma la corsa al boom

“Il sorpasso” in mostra a Roma la corsa al boom

11 Ottobre 2018- (Fr. Pierl) – Immagini firmate da maestri come Gianni Berengo Gardin, Fulvio Roiter, Cecilia Mangini, Federico Patellani, Wanda Wultz, Tazio Secchiaroli, Bruno Munari, Willian Klein, Alfred Eisenstaedt, Gordon Parks ma anche da tanti fotografi d’agenzia e autori anonimripercorrono il nuovo inizio dell’Italia e degli italiani, dalle macerie del dopoguerra al boom in ‘Il sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961′, grande mostra fotografica, al Museo Di Roma – Palazzo Braschi dal 12 ottobre al 3 febbraio, che compone, con oltre 160 scatti, filmati e videoinstallazioni un ritratto del nostro Paese in 15 anni di cambiamenti epocali.

L’esposizione, organizzata da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, co-prodotta con Istituto Luce-Cinecittà in collaborazione con Zètema progetto Cultura, “racconta un’Italia che ha cercato di superare i suoi limiti, lasciando dietro di sé vecchi problemi e creandosene qualcuno nuovo – spiega Enrico Menduni, curatore della mostra con Gabriele D’Autilia -. E’ dedicata soprattutto ai giovani che possono vedere come da un momento di grande crisi economica e morale si possa uscire a testa alta”. Attraverso 10 sezioni tematiche (dal lavoro alla politica, dalla fede all’amore), introdotte da riflessioni e brani di opere, fra gli altri, di Pier Paolo Pasolini, Ennio Flaiano, Cesare Zavattini, Ingeborg Bachmann, Italo Calvino, Carlo Cassola, Tullio de Mauro, Ernesto De Martino, Lucio Mastronardi seguiamo passo passo la cronaca di un cambiamento epocale segnato da costanti contraddizioni. Tra sguardo al futuro e anacronismi, profondissime spaccature politiche e sociali e unione nazionale davanti alle vittorie sportive, tragedie come Marcinelle o il piccolo schermo della neonata tv.

Scatti che ci portano fra i borsari neri o al comizio davanti a una folla oceanica alla basilica di Massenzio, del comandante Valerio (nome di battaglia di Walter Audisio, il capo partigiano che eseguì la condanna a morte di Mussolini) ai nostalgici del duce a Predappio, dalle foto al mare di aspiranti miss e balli solo fra uomini in un paesino della Calabria; il furore oratorio di un militante comunista in una piazza e quello di un religioso in un teatro pieno; personaggi anticonformisti come Giò Stajano (nipote del generale fascista Starace) en travesti e la gita aziendale degli operai Fiat in tuta bianca a Lourdes.

Dopo Roma, la mostra ha già una nuova data fissata, al Palazzo del Governatore di Parma, dall’8 marzo al 5 maggio. Al centro del ritratto ci sono “gli italiani, mostrati per come erano e come sono – sottolinea D’Autilia – attraverso idiosincrasie, passioni e miserie”. A ad accogliere i visitatori Un gigantesco “come eravamo”, che racconta la rinascita dell’Italia del secondo dopoguerra, l’Italia dei padri e dei nonni, che arrivò agli anni del Boom. L’Italia raccontata dal neorealismo prima e dalla commedia all’italiana poi, ma anche dalle mille immagini raccolte negli archivi dell’Istituto Luce che ora li apre per la grande mostra fotografica, al Museo di Roma dal 12 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019- Un ritratto collettivo in 160 scatti, video-installazioni e documentari. La mostra è organizzata da Istituto Luce-Cinecittà in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina e Zètema Progetto Cultura. Gli anni dal 1946 al 1961, 15 anni in cui l’Italia passò dalla distruzione del dopoguerra al boom, in cui cambiò il proprio tessuto sociale ed economico, il racconto di un Paese che entrò in quel momento irripetibile nella modernità. Epoca di boom anche per il cinema, che con i suoi registi più grandi ne seguì ogni passo…e ogni sorpasso. Per questo forse il titolo della mostra a Palazzo Braschi celebra il capolavoro di Dino Risi, e nel giorno dell’inaugurazione nel cortile si ritrova la Lancia Aurelia B24 decappottabile, protagonista con Vittorio Gassman e Jean Louis Trintignant del film simbolo di quell’epoca, il sorpasso di Dino Risi.

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