mercoledì, 23 agosto 2017

Il sogno di Mirko

Il sogno di Mirko

Lido di Venezia, 4 settembre (Fr. Pierl.) – Un progetto di solidarietà nella sua borgata romana, difficile e trascurata, la Rustica, della quale diventa presidente del comitato di quartiere, è stata la via d’uscita da un passato di violenza e prigione per Mirko Frezza, che interpreta se stesso in Il più grande sogno, ‘reivenzione della realtà’ di Michele Vannucci, in concorso nella sezione Orizzonti alla Mostra del cinema di Venezia. Nel cast, con Frezza, Alessandro Borghi, Vittorio Viviani, Milena Mancini, Ivana Lotito Ginevra De Carolis e la piccola Crystel Frezza (vera figlia di Mirko).

Frezza, a suo agio in conferenza stampa, quanto sul set, a giudicare dalla sua prova d’attore, ha creato un’associazione che tra i vari servizi distribuisce pacchi viveri e offre pasti caldi. ”Continuiamo a lavorare, anche in questo momento – spiega -. Della nuova amministrazione a Roma abbiamo incontrato qualcuno, ma non vogliamo mischiarci con la politica, perché dovremmo fare compromessi”.

Il pericolo più grande è che il film ”venga confuso per la cronaca della vita di Mirko, non è così” dice Vannucci, qui alla sua opera prima. Infatti Il più grande sogno rilegge la parte reale della vita di Frezza, unendo elementi di fiction, in una trama con spunti noir e momenti più leggeri. Vannucci ha conosciuto Frezza quattro anni fa: ”Dovevo fare un provino per il mio primo corto di diploma al Centro sperimentale, a Alessandro Borghi, e gli avevo chiesto di portare anche qualcuno dell’ambiente bikers, così ho incontrato Mirko. Ho capito che c’era qualcosa di grande nella sua storia. Ho fatto su di lui un primo corto (Una storia normale, ndr), ed è andato molto bene, poi ho scritto la sceneggiatura del film, che ha vinto il Solinas Experimenta”.

Borghi, che nel film interpreta Boccione, amico di Mirko, anche lui ex criminale, assicura che nei prossimi film (tra i quali Io sono fortunata di Sergio Castellitto, ndr) si staccherà da questo tipo di personaggi, interpretati anche in Suburra e Non essere cattivo: ”Sono comunque film molto diversi. Suburra era un gangster movie, Non essere cattivo principalmente una storia d’amore fra due amici e Il più grande sogno non parla solo di criminalità”. Frezza spiega che ”Michele è riuscito ad ascoltarmi, mi ha dato delle spiegazioni a cose che mi sono successe. Mi ha fatto capire che alcuni avvenimenti della mia vita che consideravo una dannazione, mi sono serviti per crescere”.

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