domenica, 27 settembre 2020

Il ritorno di Tim Burton

Il ritorno di Tim Burton

Roma, 6 dicembre (Fr. Palm.) – Considerando la sua natura visionaria e la sua originale personalità, non c’è da stupirsi che Tim Burton sia rimasto così colpito dal libro di Ransom Riggs Miss Peregrine e la casa dei ragazzi speciali, al punto da volerlo trasformare in un film, pronto ad arrivare nelle nostre sale dal 15 dicembre, distribuito dalla Fox.

Il regista è stato sicuramente – e interiormente così si mantiene – un ragazzo speciale, che ha portato al cinema tutto il suo mondo fantasioso, a volte fiabesco e altre gotico, senza dubbio unico. Lo ha fatto anche in quest’ultima fatica, in cui ha diretto Eva Green e Asa Butterfield, alle prese con vecchie storie avvenute in un orfanotrofio, che ospitava ragazzi dotati di strani poteri e che conserva, attraverso il tempo, i suoi misteri, i suoi fantasmi e le sue “presenze”…

“Ho amato anche il titolo di questa storia, perchè mi ricordava la mia infanzia – dice Burton – Mi è piaciuto come l’autore ha cucinato gli ingredienti della trama e la scelta di mettere nel libro delle foto antiche, perchè io le colleziono”. Che fosse un uomo con delle peculiarità forte, il regista l’ha capito sin da bambino: “Sono cresciuto in un contesto culturale che tendeva a dividere le persone per categoria, mia nonna ha sempre incoraggiato la mia indole, così come fece un’insegnante d’arte che mi spronava ad essere me stesso”.

Burton non conosceva prima il libro, ma aveva scritto “Il bambino ostrica”: “Vi ho trovato un legame, una connessione – afferma – Mi sono immedesimato con il protagonista e con il suo sentirsi ‘strano’ a livello interiore. E poi da sempre sono attratto dalle favole, dalla poesia e dalle storie di mostri”. Il film si rivolge a un pubblico giovane, ma non solo: “Riggs ha scritto questo libro per se stesso e così faccio io, giro film per me. E li faccio potenzialmente per tutti, avendo delle sorprese come fu con Sweeney Todd, che era violentissimo ma è piaciuto molto alle bambine di dieci anni, che neanche credevo lo avrebbe visto”. E come sono i ragazzi di oggi? “Sono bravi, ma i tempi sono cambiati. Vivere nel presente è difficile, siamo tutti dietro allo schermo di un cellulare, vediamo il mondo da un dispositivo e misuriamo il consenso in base ai ‘lik’ su Facebook”.

Infine, a chi domanda, parlando di progetti futuri, se ci sarà un nuovo Beetlejuice o se è vero che sta pensando a un Dumbo per la Disney, dichiara: “Tutte le volte che annuncio qualcosa di nuovo poi non si realizza, quindi preferisco non dire nulla. Ma sì, a Beetlejuice tengo tanto… vedremo”.

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