mercoledì, 23 settembre 2020

Il piano per la Cinecittà futura

Il piano per la Cinecittà futura

Roma, 31 gennaio (Fr. Pierl) L’apertura su 4000 mq del Museo del Cinema e dell’Audiovisivo, entro fine anno, con un’esposizione permanente sugli italiani del XX e XXI secolo e i laboratori formativi sui Mestieri del Cinema; il restyling della mostra Cinecittà si Mostra curato da Dante Ferretti, e la rimessa in funzione del laboratorio sviluppo e stampa, con un bando per nuove assunzioni, per salvare il nostro patrimonio filmico; i preparativi per il grande evento internazionale che verrà dedicato nel 2020 a Federico Fellini, nel centenario della nascita. Un investimento ulteriore di 7 milioni di euro per interventi come la costruzione di 2 nuovi grandi Teatri di posa, maggiori per dimensione del mitico Teatro 5, la ricostruzione del Teatro 7 (distrutto durante la II guerra Mondiale), attrezzato con le più moderne tecnologie, compresa una sofisticata piscina dedicata alle riprese subacquee e la creazione di un teatro 4.0 per la motion capture. Sono fra i tanti capitoli del progetto di rilancio, previsto anche nella nuova legge sul cinema, dei Cinecittà Studios, tornati nel 2017 sotto la gestione pubblica.

Un passaggio che sta già dando i suoi frutti per lo stabilimento, che occupa circa 250 lavoratori. ”E’ previsto un piano di investimento di circa 60 milioni di euro in tre anni ”spiega il direttore generale Cinema del Mibact Nicola Borrelli illustrando le varie iniziative con il ministro Dario Franceschini, l’amministratore delegato di Luce Cinecittà Roberto Cicutto, il presidente del Centro Sperimentale Cineteca Nazionale Felice Laudadio e il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli. Intanto pe il 2018 ”c’è già un ricavo di budget di 46 milioni di euro, di cui il 60% autofinanziato da attività commerciale (affitti dei Teatri di posa, eventi, servizi alle produzioni)”. Quello di Cinecittà ”è uno dei brand più famosi del mondo ma non sempre si è riusciti ad essere all’attesa della sua fama. Dopo il calo della produzione negli anni scorsi, nel 2015 con il tax credit c’è stato un nuovo picco di interesse da parte delle produzioni internazionali, gli autori e gli attori, vogliono venire in Italia – dice Cicutto -. Ora abbiamo in corso di produzione la serie da Il nome della rosa, stanno arrivando nuove grandi produzioni internazionali che annunceremo in un mese, e speriamo di ospitare la nuova serie di Sorrentino, The new pope. La cosa più importante è rendere Cinecittà competitiva, far sì che sia all’altezza del mercato internazionale, e stiamo facendo un grande lavoro per questo”. Anche a livello occupazionale le cose procedono: ”abbiamo trasformato 14 contratti a termine in contratti a tempo indeterminato; stiamo stabilizzando alcuni lavoratori, altri che erano usciti per vertenze con la precedente gestione saranno recuperati e ci saranno assunzioni di personale qualificato e da istruire”. Va avanti anche l’attività nello spazio di Cinecittà Luce nello spazio al centro della Capitale, il Teatro dei Dioscuri al Quirinale, dove fra due settimane sarà inaugurata una grande mostra su Monica Vitti (sulla quale è in lavorazione anche un documentario francese, ndr)”.

Franceschini sottolinea come ”in questo settore la privatizzazione non abbia funzionato. Ed è importante che nella norma di legge sul ritorno alla gestione pubblica, sia anche previsto che nel progetto di sviluppo di Cinecittà sia coinvolta la Rai. Gli studi sono un importante strumento per l’immagine e la promozione dell’Italia nel mondo, un grande film o una fiction contano più di 100 campagne a pagamento – spiega -. Cinecittà in un tempo molto breve arriverà ad essere ciò che è stata nel passato”. E il ministro, visitando il backlot, con i tre set permanenti e trasformabili (Firenze/Assisi, il tempio di Gerusalemme e Roma Antica), rivela che ”anch’io a 16 anni ho lavorato nel cinema, facebndo la comparsa in 2 film Amore amaro di Florestano Vancini e La ragazza fuoristrada di luigi Scattini. Mi pagarono 10mila lire”.

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