sabato, 26 settembre 2020

Il nuovo che avanza

Il nuovo che avanza

Venezia, 30 agosto (Fr. Palm.) – La realtà virtuale, senza alcun dubbio, è la grande novità della 74.ma Mostra, come il direttore Alberto Barbera e il presidente della Biennale Paolo Baratta hanno sottolineato da subito, mesi fa, presentando l’edizione di quest’anno. Più in generale, è l’aria – e la voglia – di nuovo a soffiare sul festival, di pari passo con i progressi della tecnologia. Baratta sottolinea che la Biennale non può mancare l’appuntamento: “Teniamo aperti gli occhi sulle arti visive e quando la tecnologia ci dà uno strumento nuovo per guardare ed essere parte di questo mondo misterioso, noi vogliamo esserci. Siamo testimoni di questa vitalità artistica”.

Il nuovo si estende anche al modo in cui i festival possono e dovrebbero approcciarsi ai cambiamenti, anche legati alla fruizione delle opere, secondo Barbera. Dopo la polemica a Cannes sui film di Netflix, il direttore precisa la posizione della Mostra sull’argomento: “Due anni fa c’erano già stati film di Netflix in concorso e nessuno ha avuto nulla da dire. Le polemiche a Cannes sono nate a causa della legge della Francia molto rigida sulle finestre della distribuzione. Penso che Netflix e Amazon siano due nuovi player, producono film, ne sono padroni e hanno il diritto di decidere come farli vedere. I film non vanno discriminati se arriveranno in sala o no, il compito di un festival è selezionare i film migliori per il pubblico e altri decideranno come distribuirli. Se molti registi si rivolgono ai festival significa che accettano le regole del gioco legate alle nuove piattaforme e ai modi di fruizione. Se Scorsese e i Coen decidono di andare da Netflix, non vedo perché un direttore di festival non debba accettarli”.

Per Barbera, “il cinema sta diventando un ibrido, dobbiamo capire come affrontare e rispondere ai cambiamenti quotidiani. Molti cineasti facevano solo film, adesso invece fanno anche le serie tv con lo stesso atteggiamento e tanti critici dicono che oggi troviamo più cinema nelle serie tv che in quello tradizionale”.

E a proposito della realtà virtuale? “Ora alcuni dei cineasti più importanti come Spielberg, Malick e Inarritu ne sono incuriositi e sono tentati dalla possibilità di sperimentare qualcosa di nuovo – ricorda Barbera – Non è il futuro ma un mezzo nuovo e che registi stiano sperimentando significa che la realtà virtuale esisterà accanto al cinema, in un luogo diverso”.

 

 

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