martedì, 26 settembre 2017

Il mondo in miniatura di Payne

Il mondo in miniatura di Payne

Venezia, 30 agosto (Fr. Palm.) – Piccoli, piccolissimi protagonisti – grandi solo 12 cm – tagliano il nastro della Mostra di Venezia, che accanto alla realtà virtuale propone la “mini” realtà di Downsizing, film d’apertura di questa 74.ma edizione, diretto da Alexander Payne.

Il regista, al suo debutto in concorso al Lido, miscelando satira sociale, humour, fantascienza e risvolti ambientalisti, porta sullo schermo un mondo in miniatura abitato da persone che hanno fatto una scelta radicale – e irreversibile – nel nome del benessere personale e del pianeta: rimpicciolirsi, a pochi centimetri d’altezza, cambiando dimensioni corporee ma anche di vita, inseguendo il sogno di un’esistenza migliore, più lussuosa, più serena e “verde”, ecologicamente parlando.

Con questa svolta, combattono anche problemi universali molto seri, come la sovrappopolazione, l’impatto climatico e l’economia, facendo del bene non solo a se stessi. E’ questo a spingere Paul Safranek (Matt Damon) e sua moglie (Kristen Wiig) a sottoporsi al delicato intervento e a decidere di salutare così la loro vita precedente “in grande”. Cosa comporterà questo atto così coraggioso? Andranno fino in fondo o avranno ripensamenti? Il futuro desiderato è davvero così promettente e “facile”?

Payne, che ha diretto, tra gli altri, anche Christoph Waltz e Hong Chau, ha firmato, al fianco del fidato sceneggiatore Jim Taylor, un’opera che può sembrare diversa dalle precedenti, come ad esempio Paradiso amaro e Nebraska, ma che invece non se ne discosta molto: “La storia, anche se è di fantascienza, è molto in linea – sottolinea – Ha lo stesso tono e lo stesso senso dell’umorismo. Ci ho lavorato per più di 10 anni e tutto è nato quando con Jim e mio fratello ci siamo messi a scherzare sul fatto che, per aumentare spazi e risorse, l’unica soluzione fosse rimpicciolire l’umanità”.

Per la vena ironica, il regista ha tenuto conto della lezione di Cechov: “Mi piace molto come autore, amo il tocco leggero di umorismo e l’effetto emotivo che ha, contrapposto ad un background freddo”, spiega. L’ironia è al servizio della storia, che ha la priorità anche sull’aspetto scientifico: “Abbiamo avuto una consulenza scientifica, ma poi abbiamo deciso di non pensare ai dettagli realistici del rimpicciolimento umano, ci interessava altro”, dice Payne. Che elogia poi la preziosa collaborazione con Stefania Cella, la scenografa di Paolo Sorrentino (con lui anche sul nuovo set di Loro): “Sono stato fortunato a lavorare con lei, ha tante idee e mi ha dato una tela ampissima su cui lavorare”.

A chi domanda se il film è ottimista, il regista risponde così: “C’è ottimismo per alcune cose e pessimismo per altre”. Ma secondo Matt Damon, Downsizing è invece “il film più ottimista di Alexander. E’ una storia unica e originale, con un potentissimo grado di empatia”.

L’attore si è trovato molto bene con Payne: “Qualsiasi interprete ci vorrebbe lavorare e io reciterei per lui anche l’elenco del telefono. E’ molto meticoloso e preciso, fa anche 20 o 30 ciak, per far funzionare tutto come un orologio svizzero. Sa sempre cosa si deve fare e rende il nostro lavoro sin troppo facile”.

Alla Mostra, il film è stato accolto positivamente. Ma cosa penserà chi ha votato in America per Trump? Il regista non si sbilancia e non fa previsioni: “Difficile immaginare l’accoglienza, non ho idea. So solo che faccio film per tutti”.

Il pubblico italiano lo vedrà dal 21 dicembre, quando arriverà in sala con Universal.

 

 

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