venerdì, 4 dicembre 2020

Il mondo di Manuel

Il mondo di Manuel

Venezia, 7 settembre (fr.pierl)-
Un film che nasce dal lavoro precedente del regista, il documentario ‘La Repubblica dei ragazzi’ dal nome della grande casa famiglia creata a Civitavecchia che dal ’45 aiuta giovani privi di sostegno famigliare. “Sentivo che raccontare la fase dell’uscita di un ragazzo della struttura, una volta compiuti i 18 anni, avrebbe avuto bisogno di un tempo maggiore di racconto, e allora ho avuto l’idea per il film”. E la genesi di’Manuel’, opera prima di Dario Albertini, con un cast molto efficace, a partire dall’interprete principale, Andrea Lattanzi, insieme fra gli altri a Francesca Antonelli, Giulia Elettra Gorietti e Renato Scarpa, presentata nella sezione non competitiva Cinema nel giardino alla 74/a Mostra del Cinema di Venezia.

La storia di “Pinocchio buono dei nostri tempi” aggiunge il regista.

Manuel, una volta uscito, si riabitua al mondo, attraverso una serie di incontri: da Francesca, giovane volontaria e aspirante attrice (Gorietti) a Elpidio (Alessandro Di Carlo), che come lui ha un passato in casa famiglia. Il rapporto più complesso da gestire è quello con la madre (Antonelli), finita in prigione dopo l’ennesimo errore, che vista la maggiore età raggiunta dal figlio, ha la possibilità di ottenere gli arresti domiciliari e andare a vivere con lui.

“Manuel si trova a un bivio: da una parte ha la possibilità di creare il rapporto con la madre che non è mai realmente esistito e dall’altra la voglia di scoprire il mondo”, spiega il regista.

Lattanzi, qui al suo primo ruolo da protagonista, per preparare il personaggio ha trascorso una settimana nella ‘Repubblica dei ragazzi: “Gli altri non sapevano che fossi un attore, credevano fossi uno di loro, è stata una bellissima esperienza. Ho visto i loro linguaggi, la loro musica, le loro interazioni e la solidarietà che li lega. Mi è servito moltissimo per creare Manuel, ho capito come vivere in quel contesto ti renda molto più maturo della tua età. Quando esce per lui è una rinascita”.

Apparizione fugace ma importante nella vita del protagonista è quella di Francesca (Gorietti): “Rappresenta l’incontro di Manuel con il femminile. La conosciamo nel suo ruolo di volontaria, che crede realmente in ciò che fa ma poi emerge un altro suo aspetto, quello di attrice non realizzata che vive un conflitto con la figura maschile. Non si riesce a capire fino in fondo chi sia questa donna, è come se camminasse su un filo”.

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