lunedì, 24 aprile 2017

Il circo in Mister Universo

Il circo in Mister Universo

Roma, 2 marzo – Mister Universo è il simbolo di un mondo che sta scomparendo e che i registi volevano assolutamente raccontare. Quel mondo in difficoltà, stretto tra polemiche animaliste e spettatori sempre più distratti, è il circo, con incassi in netto calo e pubblico ridotto (è recente la notizia che il circo Barnum chiude dopo 146 anni). Con il loro stile a metà tra documentario e finzione Tizza Covi e Rainer Frimmel ci raccontano la storia di Tairo (Tairo Caroli), domatore di leoni ventenne, dei problemi che affronta ogni giorno, della perdita del suo amuleto, del suo viaggio alla ricerca dell’unico uomo in grado di poterglielo restituire, Arthur Robin, Mr. Universo nel 1957. Il film, così, va oltre la problematica chiusa della crisi del circo, mostrandoci un ragazzo alle prese con le proprie insicurezze, che ha come unico appiglio gli amici e la sua “energica”ragazza (Wendy Weber), contorsionista. Mister Universo è stato proposto in concorso al recente Trieste Film Festival, dopo aver già fatto parlare molto di sé: al 69° Festival del film di Locarno è stato l’unico titolo in lingua italiana e la giuria del Concorso gli ha attribuito una Menzione speciale, con la motivazione che “tocca il cuore”, la giuria Fipresci il Premio della critica internazionale, oltre a vincere l’Europa Cinemas Label, il Secondo Premio della Giuria dei giovani e avere una Menzione speciale dalla giuria del Premio ecumenico. A seguire, ha avuto una Menzione speciale al Festival du Nouveau Cinéma di Montréal e il Premio della giuria al festival di Marrakech 2016.

Sostiene Carlo Chatrian, direttore del Festival del Film di Locarno: “Sono trascorsi oltre dieci anni da quando Tizza Covi e Rainer Frimmel hanno cominciato a esplorare l’universo del circo e attraverso questo a farsi cantori di un’Italia fatta di strade provinciali e di persone che sanno di terra. Di film in film il loro sguardo si è precisato e il loro modo di raccontare arricchito. Mister Universo rappresenta un passo avanti in quel percorso di contaminazione tra finzione e documentario. Ancora una volta la coppia dimostra una sensibilità unica nel cogliere i piccoli dettagli di questa vita itinerante e farne dei fantastici strumenti narrativi”.

Mister Universo – che  arriva nelle sale dal 9 marzo grazie a Tycoon Distribution, nuovissima distribuzione indipendente d’essai, che lo distribuirà in Italia dal 9 marzo – è stato presentato a Roma, alla presenza della regista Tizza Covi e di Wendy Weber, attrice – contorsionista del film. Tanta la curiosità dei giornalisti presenti all’incontro moderato da Pedro Armocida, direttore della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro (vinta nel 2009 da Non è ancora domani – La Pivellina) e Michela Greco. Il circo e la vita delle persone che lo popolano hanno sempre affascinato Tizza Covi, che ha sottolineato come si sia sempre trovata bene a lavorare con questi artisti in veste di attori: “ Sono versatili e naturali più di ogni altro”. E così è stato anche con Wendy Weber, contorsionista da piccola, che ha ricordato come il variegato mondo circense sia meno chiuso di quanto si pensi solitamente: “Noi siamo aperti a far vedere il nostro mondo a tutti, i pregiudizi vengono da fuori”. La vita che facciamo assomiglia a quella di un piccolo paese, dove ti svegli e vedi il tuo vicino di casa…la differenza sta nel fatto che la sera rincontri il tuo vicino come collega nello spettacolo. Stiamo insieme dalla mattina alla sera, sempre…e per noi questa vicinanza, così come vivere nelle roulotte, è una cosa normalissima.”

Al termine della conferenza stampa la regista Tizza Covi ha svelato il suo prossimo progetto, che la vedrà ancora al fianco di Rainer Frimmel: sarà un film sulla vecchia criminalità viennese, quella fatta di gesti e romanticismi che non esistono più tra i delinquenti comuni. Tra i protagonisti, un attempato ex carcerato, che oggi canta nei locali notturni della capitale austriaca. Anche quest’opera sarà ovviamente girata in pellicola, secondo lo stile dei due registi.

 

 

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