giovedì, 21 ottobre 2021

Il Giorno e la notte, Vicari racconta la ‘vita nuda’ da lockdown

Il Giorno e la notte, Vicari racconta la ‘vita nuda’ da lockdown

Roma, 14 giugno (Red. Cin) – Uscire dalla “terribile cronaca” dei giorni del promo lockdown, “trasfigurandola in una narrazione capace di non restare invischiata nel tragico stillicidio quotidiano di morti e dolore in cui siamo precipitati, ma alludendo a quella condizione, inverandola in un racconto che ci desse la libertà persino di sorriderne, se necessario”. E’ l’idea di partenza, spiega nelle note di produzione il regista Daniele Vicari insieme ai coproduttori Andrea Porporati e Francesca Zanza. che li ha portati a realizzare ‘in remoto’ Il giorno e la notte. produzione Kon-tiki Film, in arrivo con Fandango su raiPlay dal 17 giugno. Vicari con un cast che comprende Dario Aita, Elena Gigliotti, Barbara Esposito, Francesco Acquaroli, Isabella Ragonese, Matteo Martari, Milena
Mancini, Vinicio Marchioni, Giordano De Plano ha creato il primo esempio di smart filming, dove il regista, da casa sua ha coordinato il lavoro degli attori, a casa loro, a distanza nel rispetto delle restrizioni. Insieme hanno deciso di usare la fantasia e la tecnologia per dare spazio alla creatività per provare a fare il cinema nonostante tutto.

Al centro della trama un attentato terroristico, che impone alla popolazione di non uscire di casa: cosa accade alle coppie se costrette dentro le pareti domestiche, senza possibilità di fuga? È il momento del confronto e della verità, senza scampo. Il Giorno e la Notte è il primo film girato quando il
mondo intero era in lockdown nell’isolamento totale e tutti i set erano chiusi. Il giorno e la notte è stato girato nel pieno rispetto delle restrizioni ferree imposte dai vari dcpm ma senza rinunciare al linguaggio specifico del cinema, “quindi non un’opera video ma un film vero e proprio, con una sua struttura di racconto, una cura delle immagini e del suono, dei costumi, delle scenografie, tutto questo a partire da noi stessi, dalla nostra nuda vita” aggiungono i Vicari, Porporati e Zanza. “Le attrici e gli attori sono il fulcro di tutta l’operazione, perché è sulle loro spalle, sulla loro volontà,
sulle loro competenze e slancio vitale che il film ha potuto contare. Le loro abitazioni sono state “trasformate” in scenografia da loro stessi, con la guida di Beatrice Scarpato da Roma che come loro non poteva uscire di casa per fare sopralluoghi e costruzioni scenografiche, quindi ha guidato a
distanza il lavorio per trasformare le abitazioni in set. Le costumiste Roberta e Francesca Vecchi, bloccate a Modena, hanno fatto altrettanto con i costumi e il trucco. Il direttore della fotografia Gherardo Gossi operava da Torino, ed ha fatto agli attori un breve corso di ripresa e gestione delle
macchine, allo stesso modo Alessandro Palmerini, il fonico, dall’Aquila, la continuity Maria Vittoria Abbrugiati a Fano. Tre settimane di preparazione e quattro di riprese. Una troupe essenziale ma coesa e appassionata”. Nei titoli di testa “abbiamo sottolineato che il film è stato realizzato da tutte e tuttinoi, dal regista agli attori, dal direttore della fotografia al montatore, dalla scenografa alle costumiste, dal fonico all’organizzatore, dagli assistenti ai produttori.

Realizzare “quest’opera in un momento tanto difficile ci ha ridato immediatamente la voglia e la dignità di provare ad esprimere ciò che ci accade intorno ma soprattutto ciò che ci accade dentro, come ha scritto tanto tempo fa nei suoi mirabili versi il giovane Dylan Thomas”.

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