sabato, 16 dicembre 2017

Il dolore di un uomo

Il dolore di un uomo

Roma, 14 ottobre (Fr. Palm.) – Matt Damon aveva intuito bene l’intensità della sceneggiatura di Kenneth Lonergan, quando ha deciso di produrre Manchester by the sea, presentato alla Festa di Roma tra gli applausi, dopo il successo già ricevuto al Sundance e a Toronto. Lonergan si è poi ritrovato anche dietro la macchina da presa, ma invece che dirigere Damon, che in quel momento non poteva prendersi l’impegno, ha scelto Casey Affleck per il ruolo del protagonista, un idraulico e “tuttofare” che convive con un grande e insanabile dramma interiore.

Al centro della vicenda c’è Lee, un uomo che aveva una casa, una moglie che amava (Michelle Williams) e dei figli, ma che un giorno, all’improvviso, ha perso tutto. E ora porta un fardello pesantissimo sulle spalle, insieme a un senso di colpa che gli impedisce di andare avanti. Quando è costretto a tornare nel posto in cui quel doloroso passato abita, per diventare tutore di suo nipote di 16 anni, dopo la morte del fratello, la ferita si riapre e non sarà facile decidere la cosa giusta da fare, per lui e per il ragazzo…

“Volevo raccontare la storia di un uomo con un peso troppo grande per lui – spiega il regista – Deve occuparsi del nipote dopo le difficoltà che ha incontrato, incapace di recuperare e di lasciarsi indietro la sua tragedia. Ognuno di noi ha un dolore e ognuno vi reagisce diversamente, ma per tutti è impossibile e falso pensare che si possa dimenticare”.

Lonergan è riuscito a dosare dramma e ironia, dando, in alcuni momenti, persino leggerezza a un plot così drammatico: “Dramma e ironia per me sono la stessa cosa, non vedo differenza – dichiara – Ci sono dei momenti buffi e i personaggi hanno il senso dell’umorismo, perchè anche se la propria vita è distrutta il resto del mondo va avanti. Ed è questo che dà senso di verità alla storia”.

Creare affinità con Affleck era importante ed è avvenuto: “Casey è tra i miei attori preferiti, sono contento di aver lavorato con lui – dice – Mi ha fatto tante domande appena letto il copione, abbiamo discusso tutte le scene, una per una, per mesi, prima delle riprese. Voleva sapere tutto e ama fare più ciak, è una persona molto collaborativa, con lo sguardo fisso sull’obiettivo”.

Dopo l’ottima accoglienza ai festival internazionali, per il film c’è già chi parla di Oscar. Il regista sembra non interessarsene: “Non ci penso, anche se sono felice che ne parlino gli altri – sottolinea – Quello che per me conta è il film, che sia visto e che piaccia”. Il pubblico italiano dovrà aspettare il 1 dicembre per apprezzarlo, quando sarà in sala con Universal.

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