sabato, 25 novembre 2017

Il diavolo e Friedkin

Il diavolo e Friedkin

Venezia, 31 agosto (Fr. Pierl) – Un maestro che ha raccontato spesso il lato oscuro della società, William Friedkin, è tornato 45 anni dopo L’esorcista a confrontarsi con le possessioni demoniache. E’ autore infatti del documentario The devil and Father Amorth, dedicato al famoso esorcista, Gabriele Amorth, presentato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia.
Il sacerdote, scomparso lo scorso settembre a 91 anni, autore nella sua vita di decine di migliaia di esorcismi, ha concesso al regista anche di filmare uno degli ultimi riti da lui compiuti, sulla giovane ‘indemoniata’ Cristina. Immagini forti e scioccanti, che Friedkin ha potuto riprendere a condizione che le girasse da solo, senza luci e con una piccola videocamera. Padre Amorth in passato aveva scritto su L’esorcista e Friedkin un anno fa, mentre era in Italia per ricevere il premio alla carriera del Lucca Film Festival Festival e l’onorificenza della Fondazione Giacomo Puccini ha avuto un giorno ”l’impulso di andare a incontrarlo a Roma e chiedergli di realizzare questo documentario” spiega. Il decano degli esorcisti era ”un uomo molto divertente, alla mano, non aveva paura del diavolo… io invece sì”.

Amorth, ”dopo averci avuto a che fare per tanti anni, trattava il demonio con ironia, non come una forma di supremazia del male, ma come un idiota”. Friedkin, pur non considerandosi un uomo di fede, crede ”negli insegnamenti di Gesù”. Prima di girare questo film ”non credevo ci fosse niente di vero negli esorcismi, ora penso siano autentici. E’ stata un’esperienza terrificante vedere come mutasse la personalità di questa donna, servivano all’inizio quattro persone per tenerla ferma”. Il regista, che nel documentario mostra e commenta le immagini dell’esorcismo anche con famosi psichiatri e neurologi, ha vissuto durante le riprese anche momenti di tensione, ”come quando, il fidanzato di Cristina, Davide, che all’inizio sembrava a suo agio davanti alla telecamera, ha minacciato di uccidermi, nel caso non gli avessi dato tutto il girato”.

Friedkin non considera il documentario ”un’enciclopedia sul tema. Non pretendo di convincere gli scettici, ma vi invito a non esserlo – dice in conferenza stampa -. D’altronde, chi può affermare con certezza che Dio non esista? Non abbiamo idea di cosa facciamo sulla Terra ne’ di di dove stiamo andando”. Oggi per il regista l’orrore più grande ”nel mondo di oggi per me è il terrorismo islamico. Io ho visto tante cose nella mia vita ma mai niente di simile, questi insensati massacri di civili. Non so come si stia agendo per fermarlo ma so che invece per un’altra delle maggiori emergenze di oggi, il riscaldamento globale, non si sta facendo concretamente nulla, ci si limita a discuterne”.

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