mercoledì, 23 agosto 2017

Il debutto di Pericle a UCR

Il debutto di Pericle a UCR

Cannes, 19 maggio (red.cin.) – Pericle il Nero è passato dalla penna di Giuseppe Ferrandino alla macchina da presa di Stefano Mordini e ora, dopo l’uscita nelle nostre sale con Bim, anche al red carpet di Cannes, rappresentando l’Italia nella selezione di “Un Certain Regard”.

Protagonista è Riccardo Scamarcio, anche nel ruolo di produttore con la Buona Onda, al fianco di Valeria Golino e Viola Prestieri. Il progetto, sfiorato anni fa anche da Abel Ferrara, ha suscitato l’interesse dei fratelli Dardenne, che lo hanno coprodotto anche insieme a Rai Cinema e a Les Productions du Trésor. Anche il Belgio e la Francia hanno dunque creduto in quest’opera dai tratti noir – del cui cast fanno parte, tra gli altri, anche Marina Foïs e Gigio Morra – che ruota intorno a un personaggio complesso e dalla doppia anima: un uomo al servizio di un camorrista napoletano emigrato all’estero, per cui lavora “castigando” le vittime con metodi fisici “forti”.

Un’emozione forte per Scamarcio essere sulla Croisette: “Non so bene se ci  piaccia di più vincere difficile o perdere facile, ma essere a Cannes è già una bella rivincita – dice – Essere qui significa che la commissione di selezione del Festival non ci ha voluto in concorso ma ha creduto in questo film invitandolo comunque al ‘concorsino’ del Certain Regard e che ha avuto curiosità per un personaggio così strano e singolare”.

Come spiega Mordini, che ha scritto la sceneggiatura a sei mani con Francesca Marciano e Valia Santella,”È stato Riccardo a propormi il libro di Ferrandino. Quando l’ho letto, ho capito che si poteva correre il rischio di farne un film perchè era una sfida interessante trasformare in immagini il flusso dei pensieri del protagonista. Abbiamo scelto di spostare la vicenda da Napoli all’Europa per azzerare il contesto del libro, girando in un non-luogo. E abbiamo anche voluto prendere le distanze dalla violenza in forma di eroismo, per raccontare la miseria della criminalità. Credo sia importante farlo, oggi si vedono tanti gangster movie ma manca un altro tipo di narrazione. Noi abbiamo cercato storie vere, radicate nella realtà”.

Francesca Marciano, invece, racconta: “Da una parte siamo stati molto fedeli al libro, molte battute sono letteralmente cadute dentro il film, seguendo la voce di Ferrandino, con molti fuori campo, però”.  “La prima intuizione , il primo rapporto con questa storia – dice infatti il regista – è nato leggendo il romanzo”. E Scamarcio:  “Mi divertivo in tempi non sospetti a leggerlo ad alta voce, cercando di trovare qualcosa che così era ben descritto nel rito della parola, in quella cadenza un po’ napoletana delle pagine scritte, nei ragionamenti di un personaggio terribilmente violento ma a suo modo anche candido”.

L’attore è fiero di aver fatto un film così diverso e a suo modo difficile, presentandolo in Francia: “Si, Cannes ci restituisce davvero un po’ di soddisfazione”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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