sabato, 23 settembre 2017

Il cinema e il futuro delle sale

Il cinema e il futuro delle sale

Roma, 6 aprile – Carlo Verdone, Giovanni Veronesi, Paolo Sorrentino, Enrico Vanzina  e Paolo Virzì sono intervenuti, attraverso un video, al convegno “Il futuro urbano dei cinema”, organizzato dall’ANICA in collaborazione con gli esercenti di ANEC e ANEM, incentrato sul futuro delle sale.

È unito il cinema italiano nel volere sale più moderne e più funzionali: “I cinema dovrebbero essere accoglienti come le case”, ha detto Sorrentino, mentre per Paolo Virzì “Il cinema in Italia dovrebbe vendere non solo pop corn, ma sfruttare delle potenzialità come la nostra cucina, amplificando l’idea di condivisione e di piacere”. Anche Carlo Verdone ha insistito sull’esigenza di migliorare i servizi extra cinema nelle sale, in questo spalleggiato da Enrico Vanzina e secondo Veronesi “La sala non basta più per fruire cinema, che va fruito su tutte le piattaforme. E bisogna ripensare la programmazione delle finestre di uscita”.

Francesco Rutelli, presidente ANICA, ha illustrato i temi di questo incontro: “Non può esistere il cinema senza i cinema. Ci sono gigantesche trasformazioni che riguardano quest’industria: una seconda Rivoluzione, dopo quella della TV, con sfide internazionali crescenti. Ma il cinema non può prescindere dalla sala. In quest’ottica la legge Franceschini può aiutare a ridefinire gli spazi dentro e fuori la sala, rinnovando l’andare al cinema come un’esperienza personale e sociale coinvolgente. Abbiamo analizzato i migliori esempi italiani e internazionali che permettano alle sale di tornare al centro delle abitudini di tutte le generazioni. E, usando la nuova legge, possiamo fare in modo che la vita nei centri urbani venga migliorata da centri polifunzionali di cui sia parte decisiva la sala cinematografica: luoghi di incontro, degustazione, attività commerciali ed altre attività che sono motivo d’attrazione per il pubblico, specialmente per i giovani. A questo proposito va sottolineato che il cinema funziona, e tra tutte le industrie culturali e creative è quella che attira meglio i giovani, e che dunque ha un futuro”.

L’attrattiva del cinema sui giovani è testimoniato dallo studio della GfK illustrato al convegno da Barbara Riatti, secondo il quale per i giovani il cinema pesa per oltre il 50% della spesa annua in prodotti entertainment”. Per GfK, inoltre il cinema è la prima delle 3 esperienze fuori casa in cima alla lista dei desideri dei consumatori nei mesi invernali.

Per Luigi Cuciniello, presidente degli esercenti cinema è evidente che le monosala dei grandi e piccoli centri sono in difficoltà. Da tempo si discute di stagionalità, pirateria e windows. La sala resta al centro. Bisogna rivedere la regolamentazione, i cui limiti appiattiscono i nostri film: il problema dei vincoli dei centri urbani e le troppe tasse massacrano le strutture; l’immersione cinematografica richiede ampi spazi, i quali hanno grossi costi. Stiamo assistendo alla desertificazione dei centri urbani. Non chiediamo investimenti a fondo perduto, ma incentivi che ci mettano in condizioni di aggiornarci e generare ricavi.

Secondo Carlo Bernaschi, presidente degli esercenti multiplex ANEM, lo spettatore è attratto non solo dal film, ma da tutte le esperienze accessorie in centri moderni e polifunzionali: “Servono incentivi per consentirci di investire nei centri urbani”.

In questa ottica va anche il sistema sale europeo, come ha rivelato, Claude-Eric Poirox: “la tendenza è quella di avere multisale polifunzionali nei centri città”. Le esperienze italiane testimoniate da Gianantonio Furlan di IMG Cinemas, con il grande centro culturale di Venezia Mestre che non è solo un multiplex, ma anche caffetteria, grande libreria e spazi per le più svariate attività, concentrando tutte le attività culturale in un unico posto, e da Lionello Cerri del cinema Anteo di Milano che a seguito di una importante ristrutturazione presenta delle novità interessanti come la sala cinema-ristorante, una sala multimediale on demand, nursery, e caffè letterario.

Secondo Luca Bergamo vice sindaco e Assessore alla crescita culturale di Roma Capitale, “dobbiamo capire quali sono gli elementi da cui ripartire: serve una riqualificazione culturale che vada a colmare le carenze di un territorio e che non sia motivata solo dal voler sfruttare un plesso in disuso.

Tra proposte concrete, come quella di Vincenzo Santoro di sfruttare l’art bonus che prevede la possibilità di ristrutturare plessi non privati o quella formulata da Claudio Rosi per la Regione Lazio si colloca l’intervento di Lidia Ravera: “La regione sta riaprendo una ad una tutti i teatri del Lazio che fungeranno anche da cinema; mette in sicurezza le sale cinematografiche e le aggiorna con il digitale. Io volevo fare dell’ex-Gil uno spazio polifunzionale come sarà il nuovo Anteo, ma -ammette in conclusione l’assessore – non ci sono riuscita”.

Nel dibattito, sono intervenuti oltre venti esponenti dei mondi della produzione, della distribuzione, dell’esercizio; architetti e urbanisti, esperti di comunicazione

Il direttore generale per il cinema del MiBACT, Nicola Borrelli, concludendo il convegno, ha affermato è ormai una realtà incontrovertibile che la sala non sia più l’unica modalità di soddisfare il bisogno di cinema del pubblico. “Dobbiamo però comprendere che modalità diverse non sono l’una contro l’altra”, e in questo spirito si è sviluppata la nuova Legge Franceschini che del settore della produzione di cinema e audiovisivo ha una visione complessiva.

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