lunedì, 25 settembre 2017

Al via il Bif&st

Al via il Bif&st

Roma, 2 aprile – Nel segno di Marcello Mastroianni e di Ettore Scola, che insieme hanno lavorato in nove film, si apre la settima edizione del Bif&st – Bari International Film Festival, in programma fino al al 9 aprile, guidato come sempre da Felice Laudadio. Scola ha diretto più di chiunque altro l’attore scomparso 20 anni fa e la manifestazione rende omaggio a entrambi: con  la collaborazione della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, Mastroianni viene ricordato con una retrospettiva di circa 50 film, integrata da una serie di materiali documentari provenienti dagli archivi di RAI Teche e dell’Istituto Luce; a Scola, grazie al sostegno garantito dal Consiglio di gestione SIAE e dal suo direttore generale Gaetano Blandini, verrà dedicato un ampio Tributo con la pubblicazione di un libro, con una serie di incontri e dibattiti sul suo lavoro, con una retrospettiva essenziale che si incrocerà con quella per Mastroianni. Il programma del Bif&st 2016 è stato seguito e curato da Scola fino a pochi giorni prima della sua scomparsa e quindi il regista sarà dunque anche per quest’edizione il presidente del Bif&st, che in suo onore ha anche istituito un premio che andrà al miglior regista di opera prima o seconda. Tra le anteprime internazionali, gli italiani Veloce come il vento di Matteo Rovere e Vieni a vivere Napoli! di Guido Lombardi, Francesco Prisco, Edoardo De Angelis, Concussion – Zona d’ombra di Peter Landesman (titolo d’apertura), Criminal di Ariel Vromen (titolo di chiusura) e The man who knew infinity di Matt Brown.

Per la sezione “ItaliaFilmFest – Opere prime e seconde”, concorrono 12 pellicole: tra queste, Bella e perduta di Pietro Marcello, Assolo di Laura Morante, Arianna di Carlo Lavagna, L’attesa di Piero Messina, Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti. A valutarle, una giuria composta da 30 spettatori e presieduta dal regista Andrea Segre.

Debutta quest’anno la sezione “ItaliaFilmFest/Nuove proposte”, con 8 lungometraggi italiani presentati in anteprima mondiale: Amo la tempesta di Maurizio Losi, Due euro l’ora di Andrea D’Ambrosio, Il traduttore di Massimo Natale, L’età d’oro di Emanuela Piovano, L’universale di Federico Micali, La notte è piccola per noi di Gianfrancesco Lazotti, Senza lasciare traccia di Gianclaudio Cappai e The plastic cardboard sonata di Enrico Falcone. Fuori Concorso, Il figlio sospeso di Egidio Termine, My Father Jack di Tonino Zangardi e Nemiche per la pelle di Luca Lucini.

Tra i premi, una composta da 9 critici italiani del SNCCI ha attribuito numerosi riconoscimenti a film italiani, tra i quali il Premio Roberto Perpignani per il miglior montaggio a Jacopo Quadri per Fuocoammare di Gianfranco Rosi, il Premio Mario Monicelli per il miglior regista a Matteo Garrone per il film Il racconto dei racconti, il Premio Vittorio Gassman per il miglior attore protagonista a Luca Marinelli per il film Non essere cattivo di Claudio Caligari e il Luciano Vincenzoni per la migliore sceneggiatura a Nanni Moretti, Francesco Piccolo, Valia Santella per il film Mia madre di Nanni Moretti.

Tra gli altri premiati, i Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence vanno a Paolo Virzì, Toni Servillo, Ornella Muti e Jacques Perrin, anche protagonisti di una “Conversazione” pubblica al Teatro Petruzzelli.

Otto sono invece le master classes: la prima è dedicata a Scola con la proiezione di Che strano chiamarsi Federico e le altre sono tenute da Liliana Cavani, Francesca Archibugi, Marco Bellocchio e Claudia Cardinale, Roberto Faenza, Paolo Taviani e Lina Nerli Taviani, Luciano Tovoli e Omero Antonutti, Piera Degli Esposti, Maurizio Donadoni.

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