sabato, 20 luglio 2019

Il “salto” nel cinema dei The Pills

Il “salto” nel cinema dei The Pills

Roma, 13 gennaio (Francesca Palmieri) – Quando i The Pills hanno fatto le prime apparizioni sul web, nel 2011, non potevano di certo immaginare il successo che li avrebbe investiti: prima hanno conquistato il pubblico della rete, poi quello della televisione e ora, sotto l’ala del produttore Pietro Valsecchi, stanno per confrontarsi anche con quello cinematografico. Il loro debutto sul grande schermo, Sempre meglio che lavorare, è pronto ad arrivare nelle sale, dal 21 gennaio con Medusa. Dietro alla macchina da presa c’è Luca Vecchi, che fa parte del trio insieme a Matteo Corradini e Luigi di Capua.

Valsecchi ha scoperto i The Pills grazie a suo figlio e alla voce dei giovanissimi: “Tanti ragazzi me li hanno segnalati – dice il produttore della Taodue – A me piace raccontare storie nuove e dare linfa al nostro cinema, loro sono freschi, attenti, innovativi. Fare un lungometraggio venendo dal web è complicato, li ho accompagnati nel percorso ed è stata una grande avventura, mi meraviglio di averla fatto ma sono contento. Spero che il film cavalchi il filone generazionale e voglio continuare a investire così i soldi degli incassi di Zalone, sostenendo i nuovi talenti come loro. I prossimi saranno Matano e Ferrario”.

La pellicola mostra la vita di Luigi, Matteo e Luca, amici stretti sin dall’infanzia: hanno quasi raggiunto la soglia dei 30 anni ma non vogliono crescere, nè prendersi sul serio, nè impegnarsi per costruire qualcosa di stabile e concreto, come ad esempio una carriera. Intrappolati, per scelta, in uno stile di vita che rimpiange l’adolescenza e i tempi della scuola, hanno fatto un patto: non lavoreranno e passeranno le loro giornate tra sigarette, caffè e ozio, nella loro casa al Pigneto, a Roma Sud. Ma quando Luca, un giorno, infrange quel patto e inizia a lavorare, scoprendo pure di star bene e di voler continuare a farlo, sempre di più…

“Volevamo essere il più onesti possibili e così nella trama abbiamo riportato cose autobiografiche – affermano i The Pills – Quello descritto era davvero il nostro approccio al mondo del lavoro, quando è cominciato il nostro progetto, nel 2010-2011. Eravamo tutti laureati ma senza lavoro, c’era la crisi e piuttosto che stare chiusi in un ufficio per 8 ore al giorno, guadagnando poco, abbiamo provato a fare qualcosa in casa, che ci divertisse. Se fossimo andati a lavorare avremmo smesso di essere i The pills e non volevamo interrompere qualcosa iniziato insieme, rompendo questo incantesimo. E da qui siamo partiti per lo spunto e il tema del film”.

Come è stato passare dal web al grande schermo? “Il passaggio è stato abbastanza tranquillo, un’esperienza di certo diversa ma non in senso negativo – rispondono – Abbiamo mischiato i due linguaggi e si tratta di un battesimo di fuoco impegnativo, ma formativo e interessante. Le speranze sono di avere un riconoscimento e che il film trovi la sua fetta di spettatori”.

Gli amanti delle citazioni, anche vintage, ne troveranno tante: “Siamo figli degli anni ’80 e ’90 – dichiarano gli attori – Siamo cresciuti con la tv come una baby sitter e quindi abbiamo fruito di tutto, dalla commedia italiana a quella americana, dai film di Hollywood ai videoclip di Mtv. Siamo stati onnivori, amando la Nouvelle Vague e Capra, così come i Monty Python, l’humour inglese, Germi, Verdone, Nuti e il cinema comico malinconico”. Senza dimenticare Clerks e il Moretti di Ecce bombo, citato quasi sottovoce: “Lasciamo perdere i paragoni, potrebbero accoltellarci”, scherzano i tre. E se Moretti andava in Vespa alla Garbatella, loro vanno in bici al Pigneto:Non abbiamo girato in case borghesi o nei loft come avviene in tante commedie italiane, nè abbiamo mostrato la periferia cupa come in Suburra – concludono – Questa è la nostra Roma, quella che viviamo”.

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