mercoledì, 19 settembre 2018

I David: anche Dissenso comune al Quirinale

I David: anche Dissenso comune al Quirinale

Roma, 21 Marzo (ldc)- “Auspichiamo una serie di iniziative concrete a partire da un codice etico che regoli i comportamenti negli spazi di lavoro, parità di salario a parità di incarico per tutte le lavoratrici dipendenti ed educazione al rispetto di genere e delle diversità sin dalle scuole dell’infanzia”: se Piera Detassis neo Presidente e responsabile della Direzione artistica del David di Donatello da oggi ufficialmente in sella voleva marcare una differenza con il passato c’è riuscita subito. Come commentare altrimenti il lungo passaggio dedicato alle donne e il sostegno alla battaglia di Dissenso comune nel suo intervento al Quirinale?

Un gesto forte, di supporto alla campagna e alla lettera inviata proprio al Presidente Mattarella, che oggi ha ricevuto il cinema al Quirinale come tradizione, delle firmatarie del manifesto, che in pochi mesi ha unito anche le lavoratrici del cinema italiano tra loro e al resto del mondo contro le molestie e la discriminazione di genere sul lavoro. E il Presidente ha accolto l’appello tra i molti segnali non solo politici di una mattinata come ogni anno dedicata in anticipo sulla serata alla presentazione dei candidati ai David di Donatello 2018.

La lettera è stata distribuita stamattina anche ai partecipanti alla cerimonia insieme a una spilla, disegnata da Alba Rohrwacher, che hanno indossato volentieri sul bavero della giacca anche attori, registi, tecnici. E Il presidente Sergio Mattarella, nel tradizionale discorso rivolto ai candidati ai David, ha subito raccolto l’appello delle donne del cinema: “L’inaccettabile pretesa di considerare le donne in condizione di inferiorità non di rado sfocia anche in pressioni indebite e in violenze, morali e fisiche. Desidero ringraziarle per questa lettera” ha detto Mattarella. “Questa distorta concezione nei confronti delle donne” ha aggiunto il Presidente “presente in tanti ambiti della società, è insopportabile per persone libere, che concepiscono la parità come premessa irrinunciabile di ogni comunità umana. Nessuno, in alcun ambiente, deve sottrarsi a questo dovere di civiltà ed è sorprendente che vi sia ancora bisogno di richiamarlo”.
Nella lettera delle cineaste il tema della denuncia è centrale:”Se in altri Paesi, chi ha subito abusi e vessazioni, ha ottenuto piena solidarietà, in Italia le donne che hanno trovato il coraggio di denunciare sono state spesso derise e offese pubblicamente, non solo sui social media ma anche da certa stampa nazionale accreditata, con il risultato di reiterare le violenze già subite”.

Sono più di un milione e 400mila secondo ‘Dissenso comune’ le donne che nel corso della loro vita hanno subito molestie o ricatti sessuali sul posto di lavoro e il dato ovviamente tiene conto solo di quelle che hanno avuto il coraggio di dichiararlo”. E nel cinema la musica non è diversa: “l’88% dei film a finanziamento pubblico sono diretti da uomini. Il 90,8% dei film che arrivano in sala è diretto da uomini, a fronte del fatto che nelle scuole più importanti, a partire dal Centro Sperimentale di Cinematografia, le diplomate in regia raggiungono ormai la parità numerica rispetto ai colleghi uomini. Questa sproporzione si riflette anche sul David: una donna non ha mai vinto il David per la miglior regia. Spesso, troppo spesso, nonostante i riconoscimenti internazionali, nelle cinquine del miglior film o della regia, non ci sono donne e quando compaiono sono casi singoli, rari e sporadici. Siamo convinte che questo sia un momento cruciale e un punto di non ritorno”.

Tra le proposte avanzate da ‘Dissenso comune,’ oltre al codice etico e alla parità di trattamento economico, l’impegno delle istituzioni perché entro il 2020 consigli d’amministrazione, giurie, selezionatori dei festival siano equamente rappresentati da uomini e donne, cambiamento e valorizzazione della rappresentazione del femminile, proroga di sei mesi per presentare querela in caso di violenze.
Al Quirinale anche politica, commozione e molti applausi per tutti, con un’ovazione vera e propria quando è stata ‘chiamata’ la candidatura da attore del regista Giuliano Montaldo. Emozionata Stefania Sandrelli, che riceve il David speciale insieme a Diane Keaton. Ha raccontato della sua passione per il cinema quando ragazzina a Viareggio dove c’erano più sale che chiese, ce la portava i suo ‘fratellone’. Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha riassunto gli interventi a favore del settore in particolare con la nuova Legge e gli investimenti destinati a Cinecittà – varati nel corso della legislatura appena conclusa: “La cultura ha ritrovato centralità, sono certo che tutto questo non verrà disperso”.

Durante la cerimonia di presentazione dei candidati condotta da Francesco Pannofino, anche in diretta su Raiuno, Detassis ha ricordato il suo predecessore Gian Luigi Rondi, che ha guidato l’Accademia dei David per oltre 40 anni, fino alla sua scomparsa nel 2016 annunciando che dal prossimo anno ci sarà un Premio Speciale dei David a lui intitolato.
Ai candidati Mattarella ha ricordato le grandi sfide che il cinema affronta nel confronto con la TV. “Tutti voi siete sfidati a cambiare le tecniche, a interpretare i nuovi gusti, a rispondere a domande inedite del mercato, a guidare una macchina industriale complessa, ma i vostri prodotti, la vostra originalità continuano a offrire molto alla società in un tempo in cui l’estrema velocità dei ritmi rischia talvolta di schiacciare la fantasia è produrre una pericolosa omologazione”.
Il presidente poi ha ricordato i David speciali assegnati a Stefania Sandrelli, Diane Keaton e Steven Spielberg che riceverà questa sera il David alla carriera. E ha concluso: “Auguro a tutti voi e a coloro che lavorano nel cinema una nuova primavera. Abbiamo le risorse intellettuali, le energie umane, le forze organizzative per affrontare la nuova stagione con fiducia”.

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