domenica, 22 luglio 2018

Hurricane 3d, dentro un uragano

Hurricane 3d, dentro un uragano

Roma, 22 ottobre (Fr. Pierl.) – Tre anni di riprese fra cielo, terra e mare agli uragani, nel loro impatto sulla natura e sulle persone. Un ritratto al quale hanno aggiunto le immagini di centri meteorologici internazionali e quelle dallo spazio, ottenute dalla Nasa, più la colonna sonora di Yann Tiersen. E’ nato così il documentario Hurricane 3d (Ouragan, l’odyssee du vent 3d) di Andy Byatt e Cyril Barbançon  presentato alla Festa del Cinema di Roma.

”Volevamo scavare in profondità, esplorare i sentimenti dei sopravvissuti – testimoni di eventi che hanno traumatizzato la psiche collettiva – spiegano i due autori nelle note di produzione -. Volevamo osservare la fragilità e la resilienza della Natura. Avevamo necessità di capire che cosa rappresenta la più poderosa manifestazione meteorologica al mondo per le persone che vivono nelle zone a rischio. Volevamo essere presenti, là, nell’occhio del ciclone, sull’orlo del baratro, quando si affrontano le paure inconsce e tutto sembra perduto, ma la speranza, in qualche modo, e nonostante tutto, sopravvive”.

Si racconta la storia dell’Uragano Lucy, ”nato il 15 agosto e dichiarato morto il 12 settembre”, che nel film parla in prima persona (i testi sono ispirati anche da scritti di Victor Hugo) attraverso la voce di Paloma Garcia Martens. Seguiamo l’uragano dalla sua nascita, fra le nuvole del Senegal, dove aspettano la pioggia da dieci mesi a Porto Rico, Cuba e il sud degli Stati Uniti, dove ne viviamo l’attesa, l’impatto e le conseguenze. Una distruzione tra case annientate, vite perse, sopravvissuti traumatizzati e paesaggi sconvolti. Ma nella ‘macchina della natura’ l’uragano porta anche nuova vita: ”Senza di me non ci sarebbero fiumi, frutta, fiori…” ricorda Lucy.

 

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