lunedì, 5 dicembre 2016

Maraini tra storia e memoria

Maraini tra storia e memoria

Roma, 17 ottobre – (Red. cin con intervista video di Stefano Amadio) – Tokyo 1943: l’antropologo italiano Fosco Maraini e la moglie Topazia Alliata rifiutano di firmare per la Repubblica di Salò. A seguito della loro scelta vengono mandati a Nagoya in un campo di Prigionia con le loro tre figlie Dacia, Yuki e Toni. Mujah, figlia di Toni, a distanza di tanti anni, va in Giappone per ripercorrere l’esperienza familiare e rielaborarla facendola propria attraverso il recupero della memoria. Un viaggio che racconta Haiku on a Plum Tree (Haiku Sull’albero Del Prugno) documentario di Mujah Maraini-Melehi in anteprima alla Festa Del Cinema di Roma nella sezione Riflessi. Il film si muove tra memoria visiva e memoria collettiva in un viaggio generazionale che la regista compie alla ricerca di un senso e di un’eredità storica ed emozionale attraverso ciò che ha lasciato la famiglia Maraini a partire dai ricordi della prigionia in Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale. grazie alle testimonianze, tra gli altri di: Topazia Alliata, Fosco Maraini e le figlie Toni e Dacia Maraini. Attraverso preziose testimonianze e materiali spesso inediti è ripercorso un frammento di storia poco noto ai più in un viaggio a ritroso nel tempo supportato dall’uso del Dogugaeshi, il teatro giapponese di schermi. Grazie alle scenografie, animazioni e marionette dell’artista newyorkese Basil Twist e alle musiche di Ryuichi Sakamoto la memoria diventa tangibile conducendo lo spettatore verso un universo di mistero e memoria.
“Haiku è un viaggio personale – dice la regista – come nipote, figlia e madre, sono andata alla ricerca del mio passato e di un lascito familiare collettivo. Un percorso di comprensione e riconciliazione attraverso le generazioni. Un viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio: verso quel Giappone dove mia madre è nata, e in cui non è più voluta tornare”.

Nel 1938 Topazia Alliata e suo marito, Fosco Maraini partivano per il Giappone, lasciandosi alle spalle un’Italia oppressa dal Fascismo. All’indomani dell’8 settembre 1943, Topazia e Fosco decidono, separatamente, di non firmare per la Repubblica di Salò, condannando loro stessi e le figlie (Dacia, Yuki e Toni) ad essere le uniche bambine in un campo di prigionia giapponese e lei, Topazia, l’unica donna. La famiglia avrebbe affrontato due anni molto difficili prima di essere liberata alla fine della guerra. Durante la prigionia Topazia annotava pensieri ed emozioni su un piccolo diario le cui pagine ingiallite lo rendono, ad oggi, uno dei protagonisti fondamentali di questa storia. Per il suo carattere di testimonianza diretta, il diario che racconta quegli anni, interrotto qui e lì da qualche scarabocchio di Dacia bambina, costituisce il filo conduttore della narrazione.

Haiku on a Plum Tree è stato scritto da Mujah Maraini–Melehi e Deborah Belford de Furia per la regia di Mujah Maraini–Melehi. Le musiche sono di Ryuichi Sakamoto che ne ha composto il tema originale “Italian Ainu”. Le scenografie e le marionette sono di Basil Twist. Direttore della fotografia Maura Morales Bergmann, il montaggio è di Letizia Caudullo. Il film è prodotto da Maurizio Antonini e Mujah Maraini–Melehi, una produzione Interlinea Film e Haiku Film con il contributo del MiBACT– Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale Cinema, della Regione Lazio, con il sostegno dell’ Istituto Italiano di Cultura Tokyo, con la collaborazione del Gabinetto Vieusseux, e dell’Archivio Alinari.
Haiku on a Plum Tree è anche il risultato di una produzione dal basso, grazie alla rete e a una campagna di crowdfunding che ha permesso di raccogliere quasi 60.000 dollari in un mese sulla piattaforma Kickstarter. 193 finanziatori dal basso hanno contribuito con il loro supporto alla realizzazione del film provenienti da 8 paesi del mondo, molti dagli Stati Uniti.

Leggi anche