martedì, 21 settembre 2021

Gyllenhaal, nel libro di Elena Ferrante esperienza vissuta da tante donne

Gyllenhaal, nel libro di Elena Ferrante esperienza vissuta da tante donne

Roma, 3 settembre – “Quando ho letto il romanzo La figlia oscura di Elena Ferrante mi sono sentita pervadere da una sensazione tanto strana e dolorosa quanto innegabilmente vera. Una parte nascosta della mia esperienza di madre, compagna e donna stava trovando voce per la prima volta”. Così Maggie Gyllenhaal, spiega il legame che ha sentito con il libro della scrittrice italiana, tanto da decidere di portarlo sul grande schermo nel suo esordio alla regia con the Lost Daughter che debutta in concorso alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Protagonista il premio Oscar Olivia Colman, insieme a Jessie Buckley, Dakota Johnson, Ed Harris, Peter Sarsgaard, Paul Mescal, Dagmara Dominczyk, Alba Rohrwacher.
La storia parte da Leda, che sola in una località di mare, osserva ossessivamente una giovane madre e la figlia in spiaggia. Turbata dalla complicità del loro rapporto, Leda è sopraffatta dai ricordi legati allo sgomento, allo smarrimento e all’intensità della propria maternità. Un gesto impulsivo catapulta la protagonista nella sua stessa mente, ed è costretta a fare i conti con le scelte anticonformiste fatte quando era una giovane madre e con le loro conseguenze.

“ho capito che molte persone hanno la stessa esperienza di leda nel vivere la maternità ma nessuno ne parla – ha aggiunto Maggie Gyllenhaal – Queste sono verità segrete su un’esperienza femminile”. Sulla decisione di debuttare alla regia, spiega di “essersi sempre sentita una cineasta “ma non mi sentivo in diritto di ammetterlo a me stesso. In realtà è un lavoro che considero più adatto a me”

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