mercoledì, 23 agosto 2017

Dov’è Mario?, Guzzanti su Sky

Dov’è Mario?, Guzzanti su Sky

Roma, 18 maggio (Francesca Palmieri) – Ha un’anima cinematografica la serie Dov’è Mario?, protagonista Corrado Guzzanti, che Sky manda in onda dal 25 maggio alle 21.10: a produrla è infatti la Wilside di Lorenzo Mieli e Mario Gianani, mentre dietro la macchina da presa c’è Edoardo Gabriellini.

Guzzanti – che firma anche la sceneggiatura insieme a Mattia Torre – per l’occasione “si fa in due”, ossia è al centro di un curioso sdoppiamento: interpreta un noto intellettuale progressista che dopo un grave incidente, e dopo il coma, si sveglierà tirando fuori un’inedita veracità romana che lo porterà, di notte, a trasformarsi inaspettatamente in un comico triviale e rozzo, l’esatto opposto di quello che è sempre stato (e ha criticato).

La serie, composta da 4 episodi che si vedranno il mercoledì su Sky Atlantic HD (il primo anche su TV8), unisce sit com e fiction, commedia e satira, fotografando il decadimento di un’epoca, di una classe politica e di una società in crisi in cui rigore intellettuale e coerenza hanno ceduto il passo a superficialità e volgarità.

Come spiega Guzzanti, “Sono commosso di veder finita la serie, ha avuto un iter creativo divertente ma anche complicato. Il progetto risale al 2013, c’è voluto del tempo per realizzarlo. Siamo contenti del risultato, anche perchè in Italia il genere ‘comedy’ latita, a parte piccoli casi come Boris. Noi abbiamo fatto una specie di ‘horror coatto’ e satirico in cui, tra l’uomo di cultura e il comico rozzo, non si capisce chi sia il buono e chi il mostro”. Ma, precisa poi, “Non c’era nessuna intenzione di colpire o andare contro i radical chic, ci piaceva soltanto l’idea che un personaggio pesante e professorale avesse questa trasformazione, mostrando questa doppia anima orrenda”.

Da cosa ha preso (la duplice) ispirazione ? “Sono attratto da mondi chiusi e riservati e tutti i miei personaggi sono da sempre dei Frankenstein, fatti di tanti pezzi – risponde – Ho ripensato ad alcuni show cruenti con comici volgari e arroganti che passavano la notte nei piccoli canali di tv romani, così come a figure che gravitano nel mondo di mio padre (Paolo Guzzanti, ndr) che somigliano al protagonista”.

Torre ha definito la serie “un racconto morale ma non moralista”, mentre il regista Gabriellini l’ha chiamata “un horror psichedelico. È stato intenso, complesso e non semplice stare dietro alla musica di Corrado”.

Per Guzzanti, Dov’è Mario? rappresenta una direzione nuova rispetto alla sua carriera: “È stata una boccata d’ossigeno – dice – Volevo qualcosa di diverso, avverto stanchezza nelle cose fatte da una vita. E mi piacerebbe scrivere anche al di fuori della televisione”.

 

 

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