mercoledì, 18 settembre 2019

Gosling al Lido, Armstrong icona umile

Gosling al Lido, Armstrong icona umile

Venezia 29 agosto – (red.cin) Un’icona americana, il primo uomo a mettere piede sulla luna, l’astronauta Neil Armstrong, con il volto di Ryan Gosling, raccontata nell’impresa appassionante della ‘corsa alla luna’, dal 1961 al 1969, e nella vita familiare, tra il dramma della perdita di una figlia piccola per un tumore e il legame profondissimo con la moglie Janet (interpretata da una straordinaria Claire Foy). E’ il ritratto tracciato dal 33enne già pluripremiato Damien Chazelle, che torna al lido a due anni dal debutto qui di La La Land, con First man, Il primo uomo, film d’apertura in gara nel concorso di venezia 75 e in sala dal 31 agosto con Universal.

Scritto dal premio Oscar Josh Singer (Spotlight) e tratto dal libro di James R. Hansen, il film, ha “uno stile molto realistico, l’obiettivo era dare l’impressione di un filmino di famiglia che finisce per includere anche l’arrivo sulla luna”.

Chazelle ha voluto anche trasmettere la sensazione di claustrofobia che provavano gli astronauti nei veicoli spaziali: “ho realmente visto quelle navicelle dell’epoca e mi sono reso conto di quanto fossero piccole. Ho cercato così di far sentire quel vuoto nero in cui si muovevano tutti gli astronauti e anche il fatto che si muovessero su una specie di lattina volante”.

Per ritrarre al meglio Armstrong ”ho avuto tanto aiuto dai figli di Armstrong e dalla moglie e ho parlato con tante persone che lo conoscevano. Ho scoperto che era umile e introverso e così ho cercato di rispettare il più possibile il suo carattere”. Secondo l’attore canadese “Neil non si vedeva come un eroe americano, anzi il contrario. Era estremamente umile, come molti di questi astronauti. Il modo in cui abbiamo realizzato il film voleva onorare il modo in cui si vedeva lui”.

Anche per Claire Foy è stato fondamentale l’aiuto della moglie di Armstrong, Janet, e i due figli, Rick and Mark, per i quali non era non un astronauta, ma il loro papà”. Chazelle appartiene alla generazione “cresciuta con le iconiche immagine dell’atterraggio sulla luna. Ma più imparavo su come era avvenuto, più mi affascinava, anche per i sacrifici che ha comportato quel processo che sono stati enormi”.

Leggi anche