domenica, 9 agosto 2020

‘Gli anni più belli’ per una generazione che “si è arresa”

‘Gli anni più belli’ per una generazione che “si è arresa”

Roma, 31 gennaio – “Una generazione che si è arresa sentendosi inferiore ai fratelli maggiori e ai suoi padri” e che sostanzialmente è stata “passiva e transitoria”. E quella che racconta in 40 anni, Gabriele Muccino, attraverso i suoi cinque protagonisti in Gli anni più belli, con protagonisti Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, in sala dal 13 febbraio con 01 Distribution.
La struttura narrativa di Gli anni più belli (titolo anche del brano originale di Claudio Baglioni per il film), che rende omaggio al capolavoro di Scola C’eravamo tanto amati presenta la storia di quattro amici Giulio (Favino), Gemma (Ramazzotti), Paolo, (Rossi Stuart), Riccardo ( Santamaria), raccontata nell’arco di quarant’anni, dal 1980 ad oggi, dall’adolescenza all’età adulta. Le loro speranze, le loro delusioni, i loro successi e fallimenti sono l’intreccio di una grande storia di amicizia e amore attraverso cui si raccontano anche l’Italia e gli italiani. Nel cast, fra gli altri anche Emma Marrone, esordiente in vesta di attrice,Nicoletta Romanoff, Alma Noce, Francesco Centorame, Andrea Pittorino.

“Giulio, Paolo, Riccardo e Gemma sono nati alla fine degli anni ’60 – spiega Muccino – sotto l’ombra delle grandi ideologie che hanno accompagnato la crescita e i mutamenti del Paese dalla ricostruzione del dopoguerra al tempo delle rivoluzioni studentesche del ’68; la loro è una generazione percepita come nata troppo tardi, troppo tardi per cambiare il mondo, cresciuta col complesso di non essere abbastanza reattiva, abbastanza colta, abbastanza rivoluzionaria”. Tuttavia le relazioni umane “non hanno tempo e all’interno della cornice della grande Storia, la “piccola storia” dei protagonisti narra di una grande amicizia, di un grande amore e di tutte le sue declinazioni: il tradimento, la delusione, la corruzione dei sogni, lo smarrimento delle certezze dell’adolescenza e della realizzazione di ciò che siamo realmente stati, una volta entrati nell’età più adulta”.

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