venerdì, 2 ottobre 2020

Gli animali umani di Zootropolis

Gli animali umani di Zootropolis

Roma, 1 febbraio – (Fr. Pierl) –  ‘Cercare un luogo di emozioni  ”per esplorare il mondo umano in maniera sottile, così da arrivare, attraverso diversi livelli, sia agli adulti che ai bambini, senza fare film-messaggio”. E ‘ questa una delle chiavi del successo dei film Disney secondo Byron Howard, arrivato a Roma insieme al coregista Rich Moore e il produttore Clark Spencer, per parlare della nuova avventura animata ideata nella casa madre di Topolino,  Zootropolis, commedia, in uscita il 18 febbraio,  fra prede e predatori che provano a vivere in armonia, nonostante pregiudizi e paure.
”Come sempre siamo partiti da una lunga ricerca, in questo caso sul mondo animale, durata 18 mesi – dice Howard, oggi a Roma, con Moore e il produttore Clark Spencer -. Abbiamo così scoperto l’interessante dinamica che c’è fra prede e predatori, il modo in cui convivono e ci è sembrato un modo perfetto per parlare di noi esseri umani”.

 

In una società dove gli animali vivono e lavorano insieme, con, fra gli altri, un sindaco leone, un vicesindaco pecora, bradipi impiegati alla motorizzazione e elefanti gelatai, la brillante coniglietta campagnola Judy Hopps, riesce a realizzare il sogno inseguito fin da piccola, diventare poliziotta. In servizio a Zootropolis Judy, pur trovandosi fra ‘grossi’ colleghi non le rendono la vita facile, riesce a farsi assegnare un caso importante, collegato alla sparizione di alcuni mammiferi. L’unico disposto ad aiutarla però è la volpe truffaldina e cinica Nick Wilde…

Tra i doppiatori italiani del film ci sono anche Diego Abatantuono per Finnick, ‘socio’ volpino di Nick; Paolo Ruffini per lo yak coi rasta Yax; Massimo Lopez per il sindaco Lionheart; Teresa Mannino per Fru Fru, figlia del boss toporagno Mr Big (che ha la voce di Leo Gullotta); Frank Matano per la donnola ladruncola Duke e Nicola Savino per il bradipo Flash. ”E’ stato il mio debutto come personaggio animato e mi sono divertito. Ho cominciato con una specie di topo, ora spero di crescere – dice Abatantuono -. Sono fan della Disney da quando da bambino mio padre ci faceva vedere i corti animati col proiettore di casa. Poi ho fatto full immersion con i figli e ora risuccederà con i nipoti”. Teresa Mannino, mamma di una bimba di sei anni trova che tra i pregi di Zootropolis ci sia anche affrontare, a misura di bambino, temi attuali come ”la paura dell’uomo nero’, che in una società determina il comportamento di tutti i cittadini”.

 

”La nostra è una storia di formazione – aggiunge Howard – Judy è un’ottimista, pensa di essere nella città ideale dove tutti vanno d’accordo. Capisce però che il mondo non è perfetto e cresce, cercando dentro di se’ le risposte che le servono”. Massima attenzione anche alla realizzazione degli animali: ”nel film appaiono appaiono 64 specie – spiega il produttore – tutte studiate nei minimi dettagli, fino a osservarne le sfumature di pelo al microscopio”. Il film è legato anche a come è cambiata la Disney Animation: ”ora lavoriamo tutti insieme, e questo ci permette di creare progetti come questo – dice Moore – ma prima dell’arrivo a capo degli studios di John Lasseter e Ed Catmull (dieci anni fa, ndr) non era così. Gli animatori erano diffidenti l’uno con l’altro. E’ stato uno dei nostri periodi più bui”.
”Noi non partiamo mai da un tema, ma da un mondo” sottolinea Spencer.   Per Moore ”i film Disney hanno un cuore e possono essere di qualunque genere, non necessariamente favole con principesse, musical o storie contemporanee. Il pubblico non sa mai cosa arriverà”.

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