mercoledì, 30 settembre 2020

Gli abiti per il grande cinema

Gli abiti per il grande cinema

Roma, 11 novembre – E’ un omaggio alla storia del costume sartoriale nel cinema, un racconto appassionato del passato, presente e futuro della grande scuola dei costumisti italiani il nuovo programma dello Spazio Etoile Louis Vuitton, questa volta curato da Laura Delli Colli con il contributo della Sartoria Tirelli.

Protagonisti indiscussi di questa rassegna, gli abiti sartoriali creati per il grande cinema, costumi che non solo appartengono al sogno e alla memoria collettiva ma sono anche parte di una storia in progress , vengono raccontati da personaggi del calibro di Piero Tosi, Gabriella Pescucci, Maurizio Millenotti, Carlo Poggioli, Alessandro Lai e Massimo Cantini Parrini. Gli artisti del costume italiano hanno aperto i propri archivi, hanno raccontato aneddoti legati alla propria esperienza nell’aver contribuito al successo di film riconosciuti a livello internazionale ed entrati nell’immaginario generale come iconici e senza tempo.

Basti pensare ai costumi creati per Il Gattopardo da Piero Tosi, da sempre considerato un Maestro dai nuovi talenti, o all’arte di Gabriella Pescucci (L’età dell’innocenza, C’era una volta in America), o agli abiti di Maurizio Millenotti per Fellini, Tornatore, Zeffirelli… Proprio il loro savoir-faire premiato agli Accademy Awards è una guida per le nuove generazioni. Come sono preziose l’esperienza di Carlo Poggioli (che ha firmato l’ultimo Romeo e Giulietta) o la creatività di Alessandro Lai, molto amato da Ferzan Özpetek, fino all’artigianato unico dell’ultimo enfant prodige: Massimo Cantini Parrini, il più giovane di tutti, professionalmente ‘figlio’ di una grande scuola che continua, autore dei costumi che hanno conquistato gli occhi e il cuore degli spettatore ne Il racconto dei racconti di Matteo Garrone.

Veri artisti, i costumisti che Louis Vuitton celebra con questa programmazione, sono ormai considerati eccellenze uniche al mondo, come, del resto, la Sartoria Tirelli nata nel 1964 e ancora oggi indispensabile punto di riferimento per i più grandi talenti nella creazione di film indimenticabili. Come sostiene Dino Trappetti, oggi alla guida della Sartoria Tirelli: “Il cinema è già magia di per se stesso: l’immagine che si muove su uno schermo è un fatto che mai finirà di stupire. Il costume, il trucco, la parrucca altro non servono che a rendere più credibile l’immagine che stiamo guardando e a dargli un’impressione di verità storica e attuale, ma rimane sempre un sogno”.

Il programma prende il via con un filmato dedicato alla storia e all’artigianato unico al mondo della Sartoria Tirelli, realizzato con la regia di Leonardo d’Agostini, e prosegue con immagini e interviste tratte da documentari, come come Handmade Cinema (2012) scritto da Laura Delli Colli e Guido Torlonia che ne è anche regista e prodotto da Luchino Visconti di Modrone, L’Abito e il volto (2008) e Piero Tosi, 1690 l’inizio di un secolo (2013) entrambi realizzati da Francesco Costabile e prodotti dal Centro Sperimentale di Cinematografia.

Testimonianze, immagini e sequenze, anche di backstage, sono tratte dai film Magnifica Presenza (Ferzan Özpetek – 2012), Reality (Matteo Garrone – 2012), Il Racconto dei racconti (Matteo Garrone – 2015) e Youth – La Giovinezza (Paolo Sorrentino – 2015).

In mostra presso la Maison Louis Vuitton di Roma Etoile, tra le loro creazioni, l’abito indossato da Romy Schneider in Ludwig (regia di Luchino Visconti) nel ruolo dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria, creato dal maestro Piero Tosi; l’abito indossato da Holliday Grainger in I Borgia (regia di N. Jordan) nel ruolo di Lucrezia, creato da Gabriella Pescucci; l’abito di Valeria Golino in Amata Immortale (regia di B. Rose) nel ruolo di Giulietta Guicciardi, creato da Maurizio Millenotti; l’abito indossato da Paloma Faith in Youth, La Giovinezza (regia di Paolo Sorrentino) nel ruolo di se stessa, creato da Carlo Poggioli; l’abito indossato da Margerita Buy in Magnifica Presenza (regia di Ferzan Özpetek) nel ruolo di Lea Marni, creato da Alessandro Lai; l’abito indossato da Salma Hayek in Il racconto dei racconti (regia di Matteo Garrone) nel ruolo della regina di Selvaoscura, creato da Massimo Cantini Parrini.

 

Leggi anche