domenica, 27 settembre 2020

Bevilacqua, la ragazza del Boss

Bevilacqua, la ragazza del Boss

Roma, 18 dicembre – (intervista di Francesca Pierleoni)- Anche se è l’unica protagonista femminile in una commedia dominata dai maschi non c’è solo la commedia di Natale Filmauro per Giulia Bevilacqua: (ex) poliziotta action in Natale col Boss, appena sceso in campo nella sfida natalizia, con una star sorprendente come Peppino di Capri nel cast, Giulia Bevilacqua ‘esorcizza’ la comicità delle coppie Lillo e Greg e Ruffini/Mandelli alternando alle risate di Natale con il successo della fiction di Riccardo Milani E’ arrivata la felicità, che si è appena conclusa su Raiuno e, soprattutto, con il ritorno di Due partite – questo, invece, il testo tutto al femminile di Cristina Comencini- a teatro.

In dieci anni di carriera ha bruciato le tappe con talento e non solo, con molta autoironia: tra Distretto di polizia e Fuoriclasse in tv e film come L’ora di punta di Vincenzo Marra e Tutta colpa di Freud di Paolo Genovese . Il film diretto da Volfango Di Blasi che sfida il cinepanettone con De Sica lo conferma in pieno: proprio tra quattro comici quattro la Bevilacqua sfodera al meglio, con la bellezza, una capacità di stare al gioco senza rinunciare, però, all’action da cui ha cominciato proprio nella fiction. «Mi ha divertito soprattutto questo aspetto del mio ruolo: mi butto nella mischia e partecipo anche a una lotta… Sì, mi sono sentita un po’ un Keanu Reeves al femminile». Chiederle come si è trovata alle prese con un cast dominato dagli uomini e da una comicità assoluta molto al maschile sembra banale, ma lei confessa di essersi difesa al meglio: “Nessun problema, ovviamente. Per misurarmi con loro mi ha aiutato anche il look: abbiamo giocato con i tacchi alti e con un abitino di pelle stile dominatrix che, certo, ha aggiunto qualcosa alla sicurezza ma anche alla ‘missione’ del mio personaggio in una storia che mi ha costretto anche a fare capriole e salti apparentemente impossibili… ».

Certo la tempra fisica non le manca: conferenza stampa e interviste per il film sono state solo una breve parentesi nella tournée di Due partite, la commedia teatrale di Cristina Comencini su due generazioni di donne, dagli anni ’60 ad oggi, diventata nel 2009 un film di Enzo Monteleone e ora tornata in scena (a dieci anni dal debutto) con la regia di Paola Rota e quattro nuove protagoniste: con Giulia Bevilacqua, Giulia Michelini, Paola Minaccioni e Caterina Guzzanti. Dopo una breve esperienza con Perpaolo Sepe, per un’unica serata, undici anni fa, «è un autentico debutto per me in palcoscenico: confesso che prima di entrare in scena, la sera del debutto, pensavo di morire. Ho scoperto, però, che recitare in teatro mi fa sentire a mio agio, mi sono sentita al momento giusto nel posto giusto e ho rinnovato, con quel tipo di adrenalina che ti dà l’emozione della scena, anche la passione per il mio lavoro. Oltretutto in un cast al femminile molto affiatato».

Pensa che in Italia sia ancora un’eccezione? ”Sicuramente si scrivono ancora storie molto maschili, ma per fortuna qualcosa cambia: non parlo solo di Due partite ma per esempio dei film di Maria Sole Tognazzi sullo schermo o di registi attenti anche a raccontare al meglio i personaggi femminili come Riccardo Milani, Massimiliano Bruno… Non succede sempre, però, e qualche riserva ancora rimane”.

Forse meno nella fiction? Grazie a Ivan Cotroneo che l’ha firmata e a Milani che l’ha diretta E’ arrivata la felicità le ha dato la responsabilità di un ruolo inedito per la tv: Valeria, metà di una coppia omogenitoriale che vive l’esperienza di una gravidanza condivisa con un’altra madre, alle prese però con un’opposizione sorda a qualsiasi richiamo anche affettivo, (almeno fino al ripensamento finale) da parte di sua madre, una bravissima Lunetta Savino. «Del personaggio di Valeria» dice «mi sono innamorata già leggendo la sceneggiatura perché oltre a volersi bene e a difendere il diritto alla ‘differenza’ è una ragazza pronta a lottare per i diritti e vivere in libertà non solo la propria vita ma anche il suo amore per un’altra donna». Quanto è importante affrontare questi temi in tv, nella fiction e su una rete come RaiUno? «Moltissimo. Aiuta a combattere i pregiudizi, la violenza e la ghettizzazione… Sì, mi auguro davvero che la serie vada avanti. Se si farà, sono già pronta per una nuova stagione…». Intanto arriverà anche in primavera Tiramisù, l’opera prima di Fabio De Luigi, ”un vero gentiluomo d’altri tempi”.

Leggi anche