giovedì, 6 agosto 2020

Germano, Ligabue ci ha insegnato una strada per la libertà

Germano, Ligabue ci ha insegnato una strada per la libertà

Roma, 24 febbraio – (Fr. pierl) A causa dell’emergenza coronavirus Volevo nascondermi non uscirà il 27 febbraio. In questo momento nel quale c’è un po’ tutto in discussione, anche i film, visto che molti cinema sono chiusi. Il nostro è rimandato a data da destinarsi, speriamo il prima possibile, visto anche che al Festival di Berlino è stato accolto così bene anche dal pubblico internazionale”. Lo ha detto Elio Germano nell’intervista con Fabio Fazio a Che tempo che fa, a pochi giorni dal debutto del film di Giorgio Diritti su Antonio Ligabue, in competizione al Festival di Berlino, dove soprattutto l’interpretazione dell’attore ha ricevuto un’accoglienza entusiastica. Germano nel programma ha parlato anche del percorso di preparazione per interpretare il grande pittore scomparso nel 1965, che era già stato incarnato da Flavio Bucci in uno sceneggiato del 1977.
“Quando ci si avvicina a personaggi del genere si cerca di fare il servizio migliore – ha spiegato -. Ho avuto la fortuna per il film di frequentare dei corsi di pittura e scultura e di conoscere le persone che hanno realizzato le opere per il film, come Stefano Bernabei”. Nel film “c’è sempre un lavoro collettivo e qui per essere il più credibili possibile c’è anche un lavoro di scultura e pittura del mio volto attraverso una maschera, che ogni giorno andava rifatta. Ci vogliono tre o quattro ore ogni giorno per metterla a una per rimuoverla, e poi c’è stato anche un grandissimo lavoro sull’acconciatura, i costumi, la fotografia. Il film non solo richiama i colori del film di Ligabue, ma hanno anche creato una modalità nella quale io ero assolutamente libero”. Ognuno, ha aggiunto Germano “ha delle cose dentro che vale la pena ascoltare, ed il film è il racconto anche di una persona che ci ha dimostrato come seguendo le proprie diversità, quel qualcosa di cui di solito ci vergogna, si arriva forse a una vita più felice. Lui ci ha insegnato una grande strada per la libertà, essere sinceri rispetto a quelli che si è e alla fine siamo qui a parlare di lui che veniva considerato una persona sbagliata e ci siamo dimenticati di tutti quelli che lo prendevano in giro”. Tra gli aneddoti su Ligabue raccontati dall’attore, quello legato a un barbiere dove non lo facevano mai entrare, perché si metteva la paglia addosso e puzzava. Quando ha cominciato ad essere riconosciuto e ha preso i primi soldi lui si comprava al tabaccaio i sigari più costosi, e si metteva a mangiarli davanti a questo barbiere. Ci teneva anche a far vedere di avercela fatta e di avere la dignità di un mestiere. Per questo si comprava anche delle moto, salvo non saperle poi guidare, perché si diceva che andasse solo in prima e aveva sempre bisogno di qualcuo che l’aiutasse a salire e scendere”.

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