venerdì, 16 novembre 2018

Gassmann, Il Grinch una storia di inclusione

Gassmann, Il Grinch una storia di inclusione

Roma, 7 novembre – (Fr. Pierl) “Il sogno di doppiare Il grinch c’era, ono da sempre appassionato di questo personaggio. Lui è libero di fare delle cose che tutti noi nella vita qualche volta pensiamo, mi sono un po’ sfogato”. Parola di Alessandro Gassmann, voce italiana de Il Grinch di Scott Mosier e Yarrow Cheney, nuovo adattamento, stavolta animato in Cgi (lo realizza la Illumination, già creatrice fra gli altri di Cattivissimo me) del racconto in rima per bambini scritto nel 1957 dal Dr. Seuss, arriverà da noi il 29 novembre con Universal.

“Il Grinch, come tutti quelli che appaiono cattivi, dimostra dall’inizio che dietro la sua chiusura c’è qualcos’altro, ti invoglia a scoprire cosa c’è dietro quel livore nei confronti dell’umanità. Io poi parto dall’idea che non esistono persone cattive, per questo il Grinch siamo tutti noi”.

In Italia il cinema racconta raramente i ‘cattivi’, molto di più “i cialtroni – sottolinea – perché da noi sono molto presenti, e cattivissimi. Io li vedo come il pericolo maggiore perché vincono sempre. Un esempio è il personaggio di mio padre nel Sorpasso. Ho sempre pensato che se avesse prevalso il personaggio di Trintignant, saremmo stati forse un Paese migliore”. Questa è “anche una storia che parla di inclusione, un tema ancora più importante, visto il momento che viviamo. Il Grinch, unico essere verde, viene accettato da una comunità dove sono tutti ‘rosa’ perché grazie a una bambina si superano le barriere”.

La vicenda parte dal misantropo e perennemente di cattivo umore verde Grinch (doppiato in originale da Benedict Cumberbatch), che vive isolato, nel suo castello, insieme all’unico amico, il cane Max. ‘Nemico’ fin da piccolo (per un dolore subito) del Natale, il verde protagonista decide di ‘rubarlo’ ai sempre gioiosi e in festa abitanti della vicina Who-ville. Ma l’incontro con una bambina, Cindy Lou, sconvolge il suo piano. “Non è per niente facile doppiare un film come questo – spiega Gassmann – non si tratta di fare la voce di un pupazzetto. Si parte da un’ottima scrittura, e si deve dare vita a un personaggio vero. Questo è un film per grandi e piccoli, fa schiantare dalle risate e commuove”.

Natale quest’anno arriva in un momento complesso “non solo per l’Italia, ma per il pianeta. Mando un abbraccio a tutti coloro che sono in difficoltà per il clima nel nostro Paese… Mi sembra evidente che il dissesto idrogeologico, i cambiamenti climatici, siano oggi il problema principale dell’umanità. Dobbiamo convincerci che nel futuro dovremo fare tutti delle piccole rinunce e dedicarci a chi verrà dopo di noi. Se imparassimo, come avviene anche nel film, a ascoltare un po’ più il prossimo, anche chi la pensa diversamente da noi, secondo me potremmo anche farcela”.

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