domenica, 11 dicembre 2016

Garrone, Pinocchio arriva nel 2018

Garrone, Pinocchio arriva nel 2018

Roma, 20 ottobre (Fr. Pierl) – Uscirà nel 2018 il Pinocchio di Matteo Garrone. L’ha detto il regista, che oggi alla Festa del Cinema per Roma ha registrato la prima lezione del progetto ‘Scelte di Classe – Il cinema a Scuola’, presentato oggi al Mia, come parte del Piano Nazionale per il Cinema a Scuola promosso da Mibact e Miur, coprodotto da Fondazione Cinema per Roma e da Alice nella città, in collaborazione con mymovies. ”Inizierò le riprese in primavera” ha aggiunto. Il regista di Reality, conversando con gli studenti, ha accennato al suo prossimo film, l’adattamento dal classico di Collodi, confermando che ”sarà in italiano, girato in Italia e interpretato da attori italiani”. Inizialmente ”avevo pensato di realizzarlo in pellicola, ma i costi sarebbero troppo alti quindi probabilmente lo faremo in digitale, tanto ormai la differenza in termini di qualità è minima”. Per lui è importante che il cinema abbia spazio a scuola, perché è un arte che può fare da ponte per conoscerne altre più complesse, come la letteratura, la pittura”.

Per i suoi film, Garrone, ama lavorare soprattutto, ”con attori di teatro, anche se il pubblico non li conosce e pensa spesso che siano non professionisti”. Ai ragazzi che vogliono diventare registi spiega che ”l’importante è mantenere uno sguardo personale, un linguaggio non omologato, lontano dalle mode. E come tutti gli altri lavori, va fatto con passione”.
Mostrando alcune clip del film tratto da Basile, c’è stato anche spazio per gli aneddoti, tra i quali uno su Ceccherini: ”nella scena con l’orco, è stato colpito veramente. Così mi ritrovo Massimo in un angolo a piangere, scioccato e impaurito tanto che non voleva più girare, e nell’altro a piangere l’attore interprete dell’orco (Guillaume Delaunay, ndr), perché si sentiva in colpa”.

Nel suo cinema, che definisce ”artigianale e ”da autodidatta”, è ”il progetto che mi suggerisce la strada da prendere”. Anche se nel caso de ‘Il racconto dei racconti’ ”mi sono pentito di averlo girato in inglese, forse è stato un errore”. Una decisione presa, allora, ”perché c’era un cast internazionale (che comprendeva fra gli altri, Vincent Cassel, John C. Reilly e Salma Hayek)”, ”per aiutare le prevendite all’estero visto il budget di dieci milioni di euro. Poi volevo misurarmi con un film in inglese, e invece di andare all’estero, ho preferito portare loro da me”. Pur essendo molto soddisfatto delle performance degli attori, ”i vantaggi produttivi, ci sono stati ma non grandi come credevo. Ha avuto all’estero una grande circolazione nelle arthouse (i cinema d’essai) come Reality o Gomorra”. In fondo ”un film è internazionale se è bello, non conta che sia in inglese o che abbia dentro delle star”.

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