venerdì, 19 gennaio 2018

Friedkin e Argento, duo da brivido

Friedkin e Argento, duo da brivido

Rima, 19 ottobre (Fr. Pierl.) – Dario Argento ”è come un grande pittore impressionista, ha prodotto opere nelle quali lascia correre l’immaginazione. Mi emoziona come Goya o Caravaggio”. E’ stata solo una delle appassionate dimostrazioni di stima di William Friedkin a Dario Argentom, nell’incontro ravvicinato di cui sono stati protagonisti alla Festa del Cinema di Roma. Non sono mancati i temi forti, oltre al cinema: tra questi la fede, la morte, le regie d’opera, le donne, la paura
Il cineasta Usa, che ha compiuto 80 anni a agosto, ora al lavoro sulla trasposizione di The Winter of Frankie Machine ha aggiunto che Tutti i suoi film mi terrorizzano. E’ uno dei pochi che sa trasformare paura e morte in forme d’intrattenimento”. Filo conduttore dell’incontro, moderato da Antonio Monda, sono state le scene dei due film che ognuno preferisce dell’altro: Friedkin ha scelto Profondo Rosso e Argento L’esorcista. ”William è un gigante, i suoi film riflettono la sua energia, le sue scene di inseguimento sono irripetibili e reali, senza green screen, oggi vediamo solo ca…te”.

Ma cosa spaventa di più i due maestri del brivido? ”Il traffico di Roma” scherza Friedkin. Mentre per Argento ”è il mondo a essere spaventoso. Nei miei film invece parlo delle paure più profonde, quelle dell’inconscio, questo spiega perché sono diffusi nel mondo, sono storie che appartengono a tutti”. Tra gli altri argomenti, la fede di Friedkin (”Credo L’esorcista piaccia ancora perché l’ha realizzato un regista credente, non c’è cinismo dentro”) e il ruolo delle donne, anche di famiglia, nel cinema di Argento: ”All’inizio ti entusiasmi a dirigere tua moglie ma quando le cose finiscono averla sul set ti dà anche fastidio. Con mia figlia Asia invece ho avuto un rapporto molto bello”.

Tra le curiosità, un incontro di Friedkin con Hitchcock: ”Ho diretto un episodio della sua serie tv e l’unico consiglio che mi ha dato è stato di mettermi una cravatta”. Chiusura con brivido quando Friedkin ha chiesto a Argento se avesse mai pensato al suicidio: ”Lo racconto nella mia autobiografia – ha risposto – Ho tentato di uccidermi mentre giravo Suspiria”. Non ci ha riprovato grazie al consiglio di un amico medico: ”Abitavo al sesto piano su Via Veneto, e mi ha detto di mettere davanti alle finestre mobili e sedie, perché l’istinto del suicidio è breve, prima di riuscire a togliere tutto, passa la voglia”.

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